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	<title>liposuzione | Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</title>
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	<description>Chirurgia Plastica con risultati naturali</description>
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	<title>liposuzione | Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</title>
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		<title>Chirurgia Plastica e dintorni</title>
		<link>https://www.vitocontreas.it/chirurgia-plastica-estetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilias]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 16:00:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chirurgia Plastica e dintorni Intervista al Prof. Vito Contreas sulla Chirurgia Plastica Estetica &#160; La chirurgia estetica è senz&#8217;altro una delle&#160;branche della chirurgia plastica che negli&#160;ultimi anni ha fatto registrare la crescita più&#160;importante. Di pari passo con l&#8217; avanzare&#160;della cultura dell&#8217; immagine&#8217; è cresciuto e si&#160;è diffuso in tutti i ceti sociali l&#8217; interesse per&#160;per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="720" height="903" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/chirurgo_plastricio_roma1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="chirurgo_plastricio_roma" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/chirurgo_plastricio_roma1.jpg 720w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/chirurgo_plastricio_roma1-239x300.jpg 239w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figure id="attachment_1334" aria-describedby="caption-attachment-1334" style="width: 854px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-1334" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/04/chirurgo-plastico-roma.jpg" alt="Chirurgo Plastico Roma" width="854" height="468" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/04/chirurgo-plastico-roma.jpg 854w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/04/chirurgo-plastico-roma-300x164.jpg 300w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/04/chirurgo-plastico-roma-768x421.jpg 768w" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" /><figcaption id="caption-attachment-1334" class="wp-caption-text">Chirurgo Plastico Estetico Roma e Cagliari</figcaption></figure>
<h2>Chirurgia Plastica e dintorni</h2>
<h3>Intervista al Prof. Vito Contreas sulla Chirurgia Plastica Estetica</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <em>chirurgia estetica</em> è senz&#8217;altro una delle&nbsp;branche della <strong>chirurgia plastica</strong> che negli&nbsp;ultimi anni ha fatto registrare la crescita più&nbsp;importante.</p>
<p>Di pari passo con l&#8217; avanzare&nbsp;della cultura dell&#8217; immagine&#8217; è cresciuto e si&nbsp;è diffuso in tutti i ceti sociali l&#8217; interesse per&nbsp;per tutte quelle procedure, mediche o chirurgiche,&nbsp;atte a migliorare i lineamenti del&nbsp;viso ovvero il profilo corporeo.</p>
<p>Proprio quest&#8217;ultimo è stato oggetto di un&nbsp;enorme incremento di attenzione da parte&nbsp;della gente, che evidentemente non vuole&nbsp;solo apparire e quindi curare l&#8217; estetica del&nbsp;volto, bensì desidera &#8220;star bene con se stessa&#8221;&nbsp;e perché no, anche col proprio partner.</p>
<p>Il&nbsp;corpo, senza dubbio più del viso, è considerato&nbsp;l&#8217; &#8220;oggetto del desiderio&#8221; e pertanto&nbsp;rappresenta la più accreditata garanzia per&nbsp;destare o per conservare l&#8217;interesse sessuale&nbsp;da parte del partner.</p>
<p>Forse anche per questo&nbsp;è diventato un obiettivo estremamente&nbsp;curato attraverso alimentazione, sport, stile&nbsp;di vita e, perché no, se non se ne può fare a&nbsp;meno, anche attraverso la chirurgia.</p>
<p>Ed è di questa chirurgia che vogliamo parlare,&nbsp;vista la sua enorme attualità ed il diffuso&nbsp;interesse che sta suscitando a tutti i livelli.<span id="more-885"></span></p>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4>LIPOSUZIONE</h4>
<p>Sostanzialmente la chirurgia del profilo corporeo&nbsp;s&#8217; identifica con la <strong>liposuzione</strong> o &#8220;<em>liposcultura</em>&#8220;, con la chirurgia del seno e&nbsp;con quella dell&#8217; addome.</p>
<p>Esiste anche la chirurgia&nbsp;degli arti, sia superiori che inferiori,&nbsp;ma questa s&#8217; inquadra in un contesto del&nbsp;tutto particolare, riservato ai pazienti che&nbsp;hanno avuto un fortissimo dimagrimento o<br />
che, congenitamente, soffrono di estrema&nbsp;flaccidezza dei tessuti, una peculiarità che&nbsp;invita a trattare l&#8217;argomento in un&#8217;edizione&nbsp;dedicata.</p>
<p><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/liposuzione_pre_post.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-262 alignright" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/liposuzione_pre_post-300x200.jpg" alt="liposuzione_pre_post" width="300" height="200" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/liposuzione_pre_post-300x200.jpg 300w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/liposuzione_pre_post.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Tornando quindi alla <a href="https://www.vitocontreas.it/interventi/liposuzione.html">liposuzione</a>, la cosiddetta&nbsp;&#8220;lipo&#8221;, nata negli anni settanta dalle&nbsp;mani di insigni maestri come Fischer,&nbsp;Kesserling, Schroeder ed Illouz, ha avuto&nbsp;subito una grande diffusione, specie in&nbsp;Europa dove per l&#8217; appunto è iniziata, forse&nbsp;perché dedicata ad un problema tanto sentito&nbsp;come quello dell&#8217; adiposità, forse perché&nbsp;apparentemente poco lesiva, meno chirurgica<br />
e quindi più &#8220;soft&#8221;.</p>
<p>Forse perché adattabile&nbsp;alle singole esigenze e quindi anche&nbsp;riducibile a piccole procedure eseguibili in&nbsp;regime ambulatoriale.</p>
<p>Forse per tutte queste&nbsp;ragioni messe assieme, fatto sta che, ad onta&nbsp;di clamorosi incidenti di cui i media hanno&nbsp;fatto sempre ampia pubblicità, è sempre lì,&nbsp;sempre sulla cresta dell&#8217; onda, fra gli interventi&nbsp;più richiesti nel settore della <em><strong>chirurgia&nbsp;plastica</strong> estetica</em>.</p>
<p>Bisogna ammettere che&nbsp;questa predilezione del grande pubblico la&nbsp;tecnica se l&#8217;è saputa meritare ed infatti in&nbsp;tutti questi anni la liposuzione è cresciuta&nbsp;parecchio.</p>
<p>Nata come il mezzo per rimuovere&nbsp;piccole masse adipose dalla porzione più&nbsp;laterale delle cosce (le famose &#8220;culotte de&nbsp;cheval&#8221;), è divenuta nel tempo una tecnica&nbsp;in grado di risultati sempre più ambiti e sofisticati.</p>
<p>Fra i primi progressi ricordiamo che&nbsp;da monoplanare è diventata circonferenziale&nbsp;interessando non più il singolo lipoaccumulo,&nbsp;bensì dedicandosi al miglioramento&nbsp;complessivo degli arti.</p>
<p>Poi ha aggiunto al&nbsp;trattamento profondo anche quello superficiale&nbsp;e con questa tecnica si è conquistata la&nbsp;capacità di ottenere la retrazione cutanea e&nbsp;quindi un vero e proprio lift corporeo, al contrario&nbsp;del vecchio adagio che vedeva la&nbsp;&#8220;lipo&#8221; come causa di sicura flaccidezza residua.</p>
<p>Anche l&#8217;anestesia e le tecniche&nbsp;&#8220;umide&#8221;o addirittura &#8220;tumescenti&#8221; (associate&nbsp;a voluminosa infiltrazione di liquido)&nbsp;hanno contribuito molto al suo sviluppo.</p>
<p>Si sono scoperti via via nuovi limiti di sicurezza&nbsp;applicabili agli anestetici locali, qualora&nbsp;iniettati in soluzioni estremamente diluite.</p>
<p>Questo ha fatto sì che la procedura si facesse&nbsp;sempre più esangue e che si ampliassero&nbsp;i limiti dell&#8217;intervento ambulatoriale, quindi&nbsp;più agile ed eseguibile su un soggetto non allettato.</p>
<p>In tal senso vale ricordare che la&nbsp;precoce mobilità del paziente, associata ad&nbsp;una giusta compressione del segmento trattato,&nbsp;è una delle armi più efficaci contro la&nbsp;trombosi venosa, che a sua volta può dare&nbsp;origine alla più pericolosa e temuta embolia&nbsp;polmonare.</p>
<p>Così interventi più semplificati,&nbsp;ma non meno sicuri, perché più conosciuti,&nbsp;più standardizzati e quindi meglio eseguiti.</p>
<p>Negli ultimi anni la tecnologia ha cercato di&nbsp;associare alla liposuzione altre tecnologie&nbsp;&#8220;adiuvanti&#8221; l&#8217;improba fatica della cannula&nbsp;aspira-grasso.</p>
<p>Così è nata la lipo &#8220;ultrasonica&#8221;&nbsp;capace di sciogliere il grasso tramite&nbsp;apposite sonde e poi di aspirare l&#8217; emulsione&nbsp;prodotta.</p>
<p>Una tecnica ricca di molte promesse&nbsp;iniziali, ma che per gli alti costi dell&#8217; attrezzatura&nbsp;necessaria e forse anche per qualche&nbsp;inconveniente legato al surriscaldamento&nbsp;delle sonde ultrasoniche, non ha avuto quello&nbsp;sviluppo che ci si poteva attendere.</p>
<p>Un futuro migliore sembra invece quello&nbsp;destinato alla liposuzione &#8220;vibroassistita&#8221;.</p>
<p>Si tratta di un motore, che, applicato a cannule&nbsp;di foggia tradizionale, riesce ad imprimere&nbsp;loro movimenti circolari e/o di va e&nbsp;vieni, così realizzando autonomamente&nbsp;quell&#8217; opera disgregatrice che, nella procedura&nbsp;tradizionale, viene svolta dall&#8217; aspirazione&nbsp;e dal braccio del chirurgo.</p>
<p>Con l&#8217;aiuto&nbsp;di questi presidi l&#8217;operatore è estremamente&nbsp;avvantaggiato; infatti, con uno sforzo&nbsp;muscolare estremamente più contenuto,&nbsp;vede amplificata l&#8217; efficacia delle proprie&nbsp;cannule e quindi una riduzione significativa&nbsp;dei tempi di intervento.</p>
<p>Tutto a vantaggio dei&nbsp;pazienti, che riescono a conseguire risultati&nbsp;sempre più gratificanti con interventi sempre&nbsp;più rapidi e meno complessi.</p>
<p>Quindi è venuta l&#8217;epoca delle &#8220;lipo&#8221; importanti,&nbsp;che in un&#8217; unica sessione ti cambiano&nbsp;la vita facendoti perdere anche due taglie!</p>
<p>E&nbsp;non si tratta più soltanto di cosce, ma anche&nbsp;e soprattutto di fianchi e di addome.</p>
<p>Cosa&nbsp;poteva essere migliore in un mondo che da&nbsp;qualche anno non fa altro che proporre&nbsp;&#8220;top&#8221; supercorti ed ombelico con fianchi in&nbsp;bellavista!</p>
<p>Ecco perché &#8220;liposcultura&#8221; e non più &#8220;liposuzione&#8221;:&nbsp;ormai si lavora a 360 gradi su&nbsp;regioni corporee ondulate, sinuose e dai profili&nbsp;delicati.</p>
<p>A noi <strong>chirurghi plastici</strong> non si&nbsp;chiede più di ridurre un fastidioso &#8220;bozzo&#8221;&nbsp;sull&#8217; esterno della coscia, ma di ricostruire&nbsp;un profilo su nuovi diametri e per fare questo,&nbsp;a volte, c&#8217; è addirittura bisogno di fare il&nbsp;contrario del solito.</p>
<p>Quante volte infatti si&nbsp;è costretti a levare da un posto ed a mettere&nbsp;in un altro?!?</p>
<p>Ormai è cosa sempre più all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>Così si riparano infossamenti&nbsp;dovuti a traumi infantili, ovvero retrazioni&nbsp;esitate a banali iniezioni intramuscolari.</p>
<p>O anche le semplici &#8220;clessidre&#8221; costituzionali&nbsp;tanto frequenti fra le nostre donne.</p>
<p>Ma perché no: si può anche trasportare il&nbsp;grasso in distretti corporei più distanti: così&nbsp;si riesce a modificare il profilo di un seno,&nbsp;ovvero a riempire un solco del viso, etc.</p>
<p>Infine, da ultima, ma non per ultima, l&#8217; enorme&nbsp;prospettiva che il grasso sta facendo&nbsp;balenare nel mondo della terapia antinfiammatoria&nbsp;e rigeneratrice.</p>
<p>È ormai provato&nbsp;infatti che il contenuto di grandi quantità di&nbsp;cellule staminali rende il proprio grasso&nbsp;capace di migliorare i tempi di guarigione di&nbsp;un&#8217;ulcera torpida ovvero di modificare utilmente<br />
la retrazione cicatriziale di un vecchio&nbsp;processo infiammatorio.</p>
<p>Insomma ogni giorno&nbsp;c&#8217;è un fatto nuovo e l&#8217;orizzonte della vecchia&nbsp;&#8220;liposuzione&#8221; si fa sempre più ampio e&nbsp;promettente tanto permetterci di affermare&nbsp;la nascita di un presidio nuovo, più completo<br />
e più efficace, che, in versione sicuramente&nbsp;più adeguata, chiameremo LIPOTERAPIA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>MASTOPLASTICA</h4>
<p>Ma volendo continuare sul filone principale&nbsp;della chirurgia del profilo corporeo, dobbiamo&nbsp;sicuramente trattare la chirurgia del&nbsp;seno e per assoluta preponderanza della&nbsp;domanda, dedicherei il massimo spazio alla&nbsp;chirurgia aumentativa della mammella.</p>
<p>Parlarne dà un po&#8217; la sensazione di ripetere&nbsp;cose già sentite: le numerose riviste, la televisione,&nbsp;ma soprattutto internet ormai diffondono&nbsp;a tutti i livelli ed a tutte le latitudini&nbsp;nozioni che una volta erano a pannaggio&nbsp;di pochi.</p>
<p>Tuttavia, proprio per questa moltitudine&nbsp;di canali d&#8217;informazione tanto diversi&nbsp;fra loro, è facile che sull’argomento si diffonda&nbsp;una cultura approssimativa, se non<br />
addirittura contraddittoria o errata.</p>
<p>Allora&nbsp;colgo l’ occasione per fare un po’ di chiarezza&nbsp;in un settore così all’attenzione di tante&nbsp;lettrici.</p>
<figure id="attachment_581" aria-describedby="caption-attachment-581" style="width: 287px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/seno_rifatto_prima_e_dopo-6.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-581" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/seno_rifatto_prima_e_dopo-6.jpg" alt="seno_rifatto_prima_e_dopo" width="287" height="383" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/seno_rifatto_prima_e_dopo-6.jpg 287w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/seno_rifatto_prima_e_dopo-6-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 287px) 100vw, 287px" /></a><figcaption id="caption-attachment-581" class="wp-caption-text">Mastoplastica Additiva<br />Prima e Dopo</figcaption></figure>
<p>Si parla di &#8220;<a href="https://www.vitocontreas.it/interventi/mastoplastica-additiva.html">chirurgia aumentativa</a>&#8220;, quindi&nbsp;volta ad aumentare il volume del seno, ma è&nbsp;inevitabile che essa ne modifichi anche la<br />
forma.</p>
<p>Posizionando infatti un mezzo protesico&nbsp;in sede mammaria, il volume ed il disegno&nbsp;di tale protesi modificheranno inevitabilmente&nbsp;sia il volume che la geometria della&nbsp;mammella operata.</p>
<p>Le vie di accesso alla regione mammaria&nbsp;possono essere diverse: la via ascellare, la&nbsp;circumareolare, l’inframammaria e l’ ombelicale.</p>
<p>Tralasciando quest’ ultima, riservata&nbsp;alle protesi a contenuto acquoso e gonfiabili&nbsp;dopo il posizionamento (poco o nulla&nbsp;usate nel nostro paese), rimangono da chiarire&nbsp;le caratteristiche delle altre tre.</p>
<p>La via&nbsp;ascellare potrebbe sembrare, a prima vista,&nbsp;la più geniale e forse la migliore, ma è quella&nbsp;che offre meno visibilità al chirurgo, che&nbsp;quindi, se vuole eseguire l’ intervento senza&nbsp;rinunciare ad un buon controllo dell’emostasi&nbsp;e delle manovre dissettive, è costretto a&nbsp;dotarsi di una costosa e complessa attrezzatura&nbsp;endoscopica che gli consenta di monitorare&nbsp;la sua azione e soprattutto l’esatta&nbsp;preparazione della tasca protesica.</p>
<p>La via&nbsp;inframammaria è senza dubbio la più rapida&nbsp;e meno indaginosa, sebbene imponga al <strong>chirurgo plastricio</strong>&nbsp;di lavorare ad una certa distanza dal&nbsp;polo mammario superiore e soprattutto&nbsp;restituisca all’ operata una cicatrice (difficilmente&nbsp;inferiore ai 5 centimetri), che, per&nbsp;quanto sottile, non potrà mai abbronzare e&nbsp;che quindi, soprattutto d’ estate e su un&nbsp;corpo nudo, rappresenterà l’ inconfondibile&nbsp;testimonianza dell’ operazione eseguita.</p>
<p>La&nbsp;via circumareolare comporta un modesto&nbsp;prolungamento della procedura, ma restituisce&nbsp;all’ operatore il vantaggio di un’ottima&nbsp;visibilità del campo operatorio ed alla&nbsp;paziente una cicatrice, che, per la particolarissima&nbsp;posizione anatomica, diventa generalmente&nbsp;impercettibile col passare del&nbsp;tempo.</p>
<p>La maggioranza delle protesi è costituita da&nbsp;un involucro di silicone medicale testurizzato&nbsp;(ovvero reso irregolare per una minore&nbsp;reazione tessutale dell’ organismo ospite e&nbsp;per facilitare l’ adesione della protesi alle&nbsp;pareti della tasca che l’ avvolge), che contiene&nbsp;un gel di silicone medicale, oggi quasi&nbsp;sempre nello stato cosiddetto &#8220;coesivo&#8221;.</p>
<p>In&nbsp;pratica si vuole evitare che un gel troppo&nbsp;fluido abbia a diffondersi in caso di rottura&nbsp;dell’ involucro e soprattutto che si raccolga&nbsp;sul fondo della stessa protesi determinando&nbsp;delle plicature nel contorno protesico, che&nbsp;rischierebbero di trasparire a livello della&nbsp;superficie esterna della mammella.</p>
<p>Quindi:&nbsp;protesi testurizzate, in gel coesivo di silicone&nbsp;medicale, di forma rotonda o ancora meglio&nbsp;&#8220;anatomica&#8221;.</p>
<p>Indubbiamente quest’ultimo&nbsp;modello sta gradualmente soppiantando il&nbsp;primo, in quanto viene preferito per la naturalezza&nbsp;della forma (a goccia) e per la possibilità&nbsp;di associare, per ogni singolo caso,&nbsp;altezza, diametro e proiezione, in funzione&nbsp;dell’ anatomia e delle aspettative della&nbsp;paziente.</p>
<p>In tal senso vale sottolineare che il&nbsp;chirurgo ormai non ragiona più in termini di&nbsp;volume (2°, 3° o 4° misura, etc), bensì ormai&nbsp;si è tutti concordi sul privilegiare un criterio&nbsp;anatomico, ovvero basato sul diametro e&nbsp;sull’ altezza della loggia mammaria.</p>
<p>Va infine&nbsp;considerato il piano di posizionamento&nbsp;della protesi.</p>
<p>Questa infatti può essere introdotta&nbsp;sia immediatamente al di sotto della&nbsp;ghiandola mammaria (intervento più rapido&nbsp;e sicuramente meno doloroso nell’ immediato&nbsp;postoperatorio), che sotto il muscolo&nbsp;pettorale.</p>
<p>In quest’ ultimo caso, un tempo&nbsp;chirurgico più lungo ed un postoperatorio&nbsp;un po’ più impegnativo vengono compensati&nbsp;da una maggiore garanzia che la protesi,&nbsp;specie nei generosi decolté proposti dall’intimo&nbsp;di moda, non abbia mai a rendersi visibile&nbsp;con inestetici solchi parasternali o con il&nbsp;classico &#8220;scalino&#8221;, che conferisce al polo&nbsp;mammario superiore il tipico effetto &#8220;bersaglio&#8221;&nbsp;dei seni operati.</p>
<p>Quindi, per concludere: protesi anatomiche,&nbsp;in gel coesivo, testurizzate in superficie e&nbsp;posizionate in una tasca ricavata al di sotto&nbsp;del muscolo pettorale.</p>
<p>Ma l’organismo ospite, i tessuti periprotesici,&nbsp;cosa ne pensano di questa &#8220;intromissione&#8221;?</p>
<p>Infezione ed ematoma sono complicanze&nbsp;postoperatorie sicuramente possibili&nbsp;come in tutti gli atti chirurgici, ma fortunatamente,&nbsp;in questo caso, estremamente rari.</p>
<p>Quello che invece può accadere più realisticamente&nbsp;e che è più tipico di questo tipo di&nbsp;chirurgia, ci riconduce ad una vera e propria&nbsp;reazione dei tessuti al corpo estraneo che è&nbsp;stato inserito.</p>
<p>Qualcuno parla infatti (impropriamente)&nbsp;di &#8220;rigetto&#8221;, ma i termini più&nbsp;usati sono &#8220;capsula&#8221; o &#8220;capsulite&#8221;.</p>
<p>In effetti&nbsp;può capitare che l’involucro fibroso costituito&nbsp;dall’organismo attorno alla protesi,&nbsp;invece di conservarsi morbido e sottile, assuma&nbsp;un particolare spessore e addirittura&nbsp;acquisisca una tendenza alla retrazione.</p>
<p>In&nbsp;questa spiacevole evenienza il seno si fa più&nbsp;compatto, più sferico e tendente a risalire&nbsp;verso la spalla.</p>
<p>Esistono numerose tecniche&nbsp;per cercare di ovviare a questo spiacevole&nbsp;incidente di percorso, da semplici medicamenti&nbsp;antireattivi o miorilassanti, ad energici&nbsp;massaggi (squeezing), all’ iniezione di preparati&nbsp;cortisonici e finalmente alle più recenti&nbsp;infiltrazioni di cellule staminali.</p>
<p>Va da sé&nbsp;che, qualora tutti questi presidi dovessero&nbsp;fallire, andrebbe considerata l’ipotesi di un&nbsp;reintervento (possibile anche ambulatoriamente),&nbsp;che consisterebbe nell’asportare la&nbsp;capsula &#8220;retratta&#8221; e nell’inserire una nuova&nbsp;protesi nella tasca neoconfezionata.</p>
<p>In tema di convalescenza, nell’ ambito, fortunatamente&nbsp;più frequente, di un postoperatorio&nbsp;normale e riferendomi all’aumentativa&nbsp;sottomuscolare, che oggi è senza dubbio&nbsp;la tecnica più adottata, dico sempre alle mie&nbsp;pazienti di preventivare almeno una settimana&nbsp;di riposo.ù</p>
<p>Non c’è bisogno di stare a&nbsp;letto, ma è bene non essere costrette a posizioni&nbsp;obbligate ovvero a movimenti impegnativi&nbsp;per le braccia.</p>
<p>Nei primi giorni dopo l’operazione molti <strong>chirurghi estetici</strong> preferiscono lasciare un drenaggio&nbsp;che pure contribuisce a limitare l’autonomia&nbsp;della paziente, ma dopo una settimana,&nbsp;ormai sicuramente senza drenaggi e con&nbsp;una medicazione estremamente leggera,&nbsp;ella può addirittura riprendere a guidare&nbsp;l’auto, purché munita di servosterzo.</p>
<p>Dopo&nbsp;15 giorni (saranno state rimosse anche le&nbsp;suture), potrà tornare ad un’attività lavorativa&nbsp;normale, alla cyclette o ad altri esercizi&nbsp;limitati agli arti inferiori.</p>
<p>Dopo 30-45 giorni&nbsp;sarà pronta per qualsiasi attività lavorativa,&nbsp;anche pesante, e per tutte le pratiche ginnico-sportive.</p>
<p>Il seno viene inizialmente immobilizzato in&nbsp;un bendaggio, ovvero in un reggiseno particolarmente&nbsp;contenitivo (personalmente uso&nbsp;un semplice indumento ad apertura anteriore&nbsp;previsto per l’impiego durante le attività&nbsp;sportive), ma dopo le prime 3 o 4 settimane,&nbsp;quando peraltro si sarà riassorbito il gonfiore&nbsp;postoperatorio, si potrà passare all’intimo&nbsp;preferito.</p>
<p>In definitiva un intervento sicuramente&nbsp;molto efficace che, a volte, riesce a capovolgere&nbsp;le sorti fisiche e psichiche di una donna,&nbsp;ma che come tutte le procedure chirurgiche&nbsp;può essere limitato da controindicazioni e&nbsp;gravato da complicanze e che, soprattutto,&nbsp;non può garantire un risultato univoco a&nbsp;tutte le pazienti.</p>
<p>Diverso è infatti il risultato in una ragazza&nbsp;che non ha mai avuto seno (ipoplasia), da&nbsp;quello di una giovane mamma che ha visto&nbsp;la sua III o IV misura sfiorire dopo un allattamento&nbsp;(ipotrofia).</p>
<p>E’ logico che nel primo&nbsp;caso, la scelta delle protesi sarà condizionata&nbsp;da forti limitazioni, sicuramente inesistenti&nbsp;nel secondo, ove un’areola dilatata e un&nbsp;tessuto già precedentemente disteso faciliteranno&nbsp;il posizionamento delle protesi con&nbsp;un effetto finale sicuramente più naturale e&nbsp;gratificante.</p>
<p>Per gli stessi motivi di ordine&nbsp;squisitamente anatomico, non potrà aspettarsi&nbsp;un completo &#8220;restauro&#8221; quella paziente&nbsp;che, oltre ad aver avuto uno svuotamento&nbsp;ghiandolare (ipotrofia), presenterà anche&nbsp;problemi di &#8220;caduta&#8221; del seno (ptosi).</p>
<p>In tal caso sarà probabilmente necessario&nbsp;associare alla protesi anche la resezione&nbsp;della pelle in eccesso, con conseguenze inevitabili&nbsp;sul decorso delle cicatrici e sull’&nbsp;aspetto &#8220;giovanile&#8221; del risultato finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>ADDOMINOPLASTICA</h4>
<p>A proposito dell’ ultimo argomento di questa&nbsp;rassegna, va detto che una pancia piatta,&nbsp;con un profilo morbido e sinuoso ed un&nbsp;ombelico ben disegnato nel centro, rappresenta&nbsp;senz’ altro uno dei target oggi più&nbsp;ambiti dalla maggior parte delle donne.</p>
<p>Il&nbsp;culto dell’ immagine corporea, quotidianamente&nbsp;celebrato attraverso i tanti esempi&nbsp;proposti dalla comunicazione mediatica,&nbsp;una volta riservato alle parti più scoperte&nbsp;come il viso e le gambe, oggi individua nel&nbsp;seno e nella pancia due punti di massimo&nbsp;interesse.</p>
<p>La moda fa il resto ampliando i&nbsp;decolleté, accorciando i top ed abbassando&nbsp;il punto vita di gonne e pantaloni.</p>
<p>Allora,&nbsp;come dicevo in apertura, una bella pancia è&nbsp;diventato un vero e proprio &#8220;must&#8221;, ma&nbsp;questo non è uno di quei casi nei quali volere&nbsp;è uguale a potere.</p>
<p>Infatti non basta una&nbsp;dieta o la palestra a ridare il tono e freschezza&nbsp;ad un addome sfiancato dalle gravidanze,&nbsp;ovvero mille costosissime creme a far&nbsp;scomparire smagliature o pinguedine in<br />
eccesso.</p>
<figure id="attachment_605" aria-describedby="caption-attachment-605" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica_prima_e_dopo-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-605 size-large" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica_prima_e_dopo-1-1024x433.jpg" alt="addominoplastica_prima_e_dopo" width="1024" height="433" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica_prima_e_dopo-1-1024x433.jpg 1024w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica_prima_e_dopo-1-300x127.jpg 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-605" class="wp-caption-text">Addominoplastica Prima e Dopo</figcaption></figure>
<p>La volontà applicata ad una vita&nbsp;sana rappresenta il migliore presupposto per&nbsp;una figura snella e gradevole, ma purtroppo&nbsp;si tratta di un binomio estremamente difficile&nbsp;da realizzare.</p>
<p>Ed è qui che si comincia a&nbsp;pensare alla chirurgia plastica, unico toccasana&nbsp;per un certo tipo di problemi.</p>
<p>In&nbsp;effetti il bisturi può fare molto per dare all’addome una silhouette gradevole: si parla&nbsp;generalmente di addominoplastica, ma è&nbsp;sempre indicata un’ addominoplastica?</p>
<p>Quali le possibili alternative?</p>
<p>Ed in cosa consiste&nbsp;realmente l’intervento?</p>
<p>Esiste una sola&nbsp;tecnica o ce ne sono diverse?</p>
<p>&#8230; Come al solito,&nbsp;quando si affrontano questi argomenti&nbsp;ci si trova facilmente nel bel mezzo di una&nbsp;gran confusione che non giova a nessuno:&nbsp;né al paziente, né tantomento al <em>chirurgo plastricio</em>.</p>
<p>Così mi piace mettere un po’ d’ordine e, se&nbsp;possibile, ridimensionare qualche vecchio&nbsp;concetto che generalmente allontana molti&nbsp;pazienti da una chirurgia che non va temuta,&nbsp;ma sicuramente rispettata per la sua&nbsp;complessità e poi soprattutto ringraziata per&nbsp;i grandi risultati che può rendere.</p>
<p>Iniziamo&nbsp;con un cenno di anatomia ricordando che la&nbsp;parete addominale è rappresentata da tre&nbsp;componenti: la cute, il grasso sottocutaneo&nbsp;e lo strato muscolare più profondo.</p>
<p>Possiamo avere problemi in uno di questi&nbsp;settori, in due dei tre o in tutti e tre.</p>
<p>Così una&nbsp;ragazza può essere affetta esclusivamente&nbsp;da un accumulo della componente adiposa,&nbsp;mentre una giovane mamma può lamentarsi&nbsp;soltanto di una perdita del tono muscolare,&nbsp;semmai complicata da una &#8220;medusa&#8221; di&nbsp;strie attorno all’ ombellico.</p>
<p>Come pure, specie&nbsp;dopo un forte dimagrimento, si può&nbsp;determinare una flaccidezza del mantello&nbsp;cutaneo ed invece, all’ opposto, per la presenza&nbsp;di abbondanti depositi adiposi, ci può&nbsp;essere un addome teso e globoso.</p>
<p>Ad ogni tipo di problema corrisponde una&nbsp;risposta terapeutica specifica, per cui il semplice&nbsp;accumulo adiposo sarà trattato con la&nbsp;suzione (liposcultura), mentre un difetto prevalentemente<br />
cutaneo prevedrà una resezione&nbsp;chirurgica dell’ eccesso di pelle (dermolipectomia)&nbsp;ed infine il cedimento muscolare&nbsp;andrà corretto con una plastica idonea,&nbsp;a volte supportata dal posizionamento di&nbsp;specifiche reti di contenimento (<a href="https://www.vitocontreas.it/interventi/addominoplastica.html">addominoplastica</a>).</p>
<p>Va comunque considerato che difficilmente&nbsp;ci si trova di fronte ad un difetto&nbsp;&#8220;puro&#8221;, mentre è molto più comune competere&nbsp;con un’ associazione di più problematiche,&nbsp;per cui è quasi la regola doversi curare&nbsp;della struttura muscolare e della cute allo&nbsp;stesso tempo, come pure diviene sempre più&nbsp;frequente associare, nella stessa seduta operatoria,&nbsp;la <strong>liposuzione</strong> all’<strong>addominoplastica</strong><br />
(lipoaddominoplastica).</p>
<p>Altra problematica riguarda l’ ombelico;&nbsp;infatti, se l’ eccesso cutaneo è limitato alla&nbsp;regione più bassa dell’ addome (sovrapubica),&nbsp;si reseca la componente sovrabbondante&nbsp;senza interessare la struttura ombelicale.</p>
<p>Quando invece esiste un modesto eccesso&nbsp;di pelle anche nella porzione alta dell’ addome,&nbsp;al di sotto dell’ arcata costale, la cicatrice&nbsp;ombelicale viene distaccata dalla sua&nbsp;sede e fatta scivolare 1 o 2 cm. più in basso.</p>
<p>Se infine l’eccesso cutaneo sopraombelicale&nbsp;è importante, allora l’ ombelico viene lasciato&nbsp;dov’è, ma separato dal contesto della&nbsp;cute addominale per mezzo di un’ incisione&nbsp;circolare, sicché il mantello cutaneo può scivolare&nbsp;su di esso fino al raggiungimento&nbsp;della giusta tensione.</p>
<p>E’ logico che per interventi&nbsp;tanto diversi ed in considerazione delle&nbsp;condizioni psicofisiche del paziente, possono&nbsp;essere previste metodologie operative&nbsp;altrettanto varie: dalla liposuzione ambulatoriale&nbsp;in anestesia locale, all’ intervento in&nbsp;regime di ricovero(1 o 2 notti di degenza) in&nbsp;anestesia epidurale o generale.</p>
<p>Infine la convalescenza&nbsp;postoperatoria, brevissima per i&nbsp;casi più semplici, può prolungarsi alle due o&nbsp;anche tre settimane per quelli più complessi.</p>
<p>Al di là della metodica di scelta si tratta&nbsp;comunque di una chirurgia per mani esperte,&nbsp;ma capace di recare tante soddisfazioni,&nbsp;sia a chi la fa che a chi la riceve.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chirurgia Plastica con risultati naturali</p>
<p>Prof. Contreas</p>
<figure id="attachment_441" aria-describedby="caption-attachment-441" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-441 size-full" title="Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas.jpg" alt="Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico" width="300" height="369" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas.jpg 300w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas-244x300.jpg 244w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-441" class="wp-caption-text">Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico</figcaption></figure>The post <a href="https://www.vitocontreas.it/chirurgia-plastica-estetica/">Chirurgia Plastica e dintorni</a> first appeared on <a href="https://www.vitocontreas.it">Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addominoplastica: Non tutte le Pance sono Uguali</title>
		<link>https://www.vitocontreas.it/addominoplastica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilias]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2017 22:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Addominoplastica Non tutte le Pance sono Uguali Una pancia piatta con un ombelico ben disegnato nel centro, rappresenta senz&#8217;altro uno dei target più ambiti dalla maggioranza delle donne. Il culto dell&#8217;immagine corposa oggi individua nel seno e nella pancia due punti di massimo interesse, ma non bastano diete e palestra a ridare tono e freschezza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="540" height="720" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/02/addominoplastica_prima_e_dopo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Addominoplastica Prima e Dopo" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/02/addominoplastica_prima_e_dopo.jpg 540w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/02/addominoplastica_prima_e_dopo-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /><figure id="attachment_847" aria-describedby="caption-attachment-847" style="width: 540px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-847 size-full" title="Addominoplastica Prima e Dopo" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/02/addominoplastica_prima_e_dopo.jpg" alt="Addominoplastica Prima e Dopo" width="540" height="720" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/02/addominoplastica_prima_e_dopo.jpg 540w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/02/addominoplastica_prima_e_dopo-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /><figcaption id="caption-attachment-847" class="wp-caption-text">Addominoplastica<br />Prima e Dopo</figcaption></figure>
<h2>Addominoplastica</h2>
<h3>Non tutte le Pance sono Uguali</h3>
<p>Una pancia piatta con un ombelico ben disegnato nel centro, rappresenta senz&#8217;altro uno dei target più ambiti dalla maggioranza delle donne. Il culto dell&#8217;immagine corposa oggi individua nel seno e nella pancia due punti di massimo interesse, ma non bastano diete e palestra a ridare tono e freschezza ad un addome sfiancato dalle gravidanze ed è qui che si comincia a pensare alla <strong>chirurgia plastica</strong>, unico toccasana per un certo tipo di problemi.</p>
<p>In effetti il bisturi può fare molto per dare all&#8217;addome una silhouette gradevole e si parla generalmente di <strong>addominoplastica</strong>, ma è sempre indicata un&#8217;addominoplastica?</p>
<p>Come al solito, quando si affrontano questi argomenti ci si trova nel bel mezzo di una gran confusione, così mi piace mettere un po&#8217; d&#8217;ordine e, se possibile, chiarire meglio i principi di una <em>chirurgia</em> che non va temuta, che sicuramente va rispettata, ma che soprattutto va ringraziata.<span id="more-846"></span></p>
<figure id="attachment_499" aria-describedby="caption-attachment-499" style="width: 496px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-499 size-full" title="Addominoplastica" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica.jpg" alt="addominoplastica" width="496" height="706" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica.jpg 496w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica-211x300.jpg 211w" sizes="(max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption id="caption-attachment-499" class="wp-caption-text">Addominoplastica</figcaption></figure>
<p>Ricordando che la parete addominale è rappresentata da cute, grasso sottocutaneo e dallo strato muscolare possiamo sintetizzare che si possono avere problemi in uno di questi settori, in uno dei tre o in tutti e tre.</p>
<p>Così una ragazza&nbsp;può essere affetta esclusivamente da un <strong>accumulo adiposo</strong>, mentre una giovane mamma può lamentarsi della <strong>perdita di tono muscolare</strong>, semmai complicata da una medusa di strie attorno all&#8217;ombelico.</p>
<p>Come pure, specie dopo un forte dimagrimento, si può determinare una <strong>flaccidezza del mantello cutaneo</strong> ed invece, all&#8217;opposto, per la presenza di abbondanti depositi adiposi, sia superficiali che profondi, ci può essere un addome teso e globoso.</p>
<p>Ad ogni tipo di problema corrisponde una risposta terapeutica, per cui la semplice adiposità sarà trattata con la suzione (<strong>liposcultura</strong>), mentre un difetto cutaneo prevederà una resezione chirurgica dell&#8217;eccesso di pelle (<strong>dermolipectomia</strong>) ed infine il cedimento muscolare andrà corretto con una plastica idonea (<a href="https://www.vitocontreas.it/interventi/addominoplastica.html">addominoplastica</a>).</p>
<p>Altra problematica riguarda l&#8217;ombelico; infatti, se l&#8217;eccesso cutaneo è limitato alla regione più bassa dell&#8217;addome (sovrapubica), si reca la componente sovrabbondante senza interessare la struttura ombelicale.</p>
<p>Quando invece esiste un modesto eccesso di pelle anche nella porzione alta dell&#8217;addome, la cicatrice ombelicale viene distaccata dalla sua sede e fatta scivolare 1 o 2cm più in basso.</p>
<p>Se infine l&#8217;eccesso cutaneo sopraombelicale è importante, allora l&#8217;ombelico viene lasciato dov&#8217;è, ma separato dal contesto della cute addominale per mezzo di un&#8217;incisione circolare, sicché il mantello cutaneo può scivolare fino al raggiungimento della giusta tensione.</p>
<p>E&#8217; logico che per interventi tanto diversi possono essere previste metodologie operative altrettanto varie: dalla <a href="https://www.vitocontreas.it/interventi/liposuzione.html">liposuzione</a> ambulatoriale in anestesia locale, all&#8217;intervento in regime di ricovero (1 o 2 notti di degenza) in anestesia epidurale o generale.</p>
<p>Al di là della metodica di scelta si tratta comunque di una <em>chirurgia</em> per mani esperte, ma capaci di recare tanta soddisfazioni, sia a chi la fa che a chi la riceve.</p>The post <a href="https://www.vitocontreas.it/addominoplastica/">Addominoplastica: Non tutte le Pance sono Uguali</a> first appeared on <a href="https://www.vitocontreas.it">Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Liposcultura: una pratica consolidata, ma con obiettivi sempre rinnovati</title>
		<link>https://www.vitocontreas.it/liposcultura-una-pratica-consolidata-ma-con-obbiettivi-sempre-rinnovati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilias]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 23:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Liposcultura Una pratica consolidata, ma con obiettivi sempre rinnovati Chi non ha già sentito parlare di liposuzione, liposcultura, lipoplastica, etc.? In effetti si tratta di termini estremamente frequenti, addirittura familiari ed ormai nella cultura della maggior parte del pubblico sia femminile che maschile. Sì, la cosiddetta ”lipo”, nata negli anni settanta dalle mani di insigni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="540" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="liposcultura" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura.png 720w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figure id="attachment_762" aria-describedby="caption-attachment-762" style="width: 720px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-762 size-full" title="Liposcultura" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura.png" alt="liposcultura" width="720" height="540" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura.png 720w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption id="caption-attachment-762" class="wp-caption-text">Liposcultura</figcaption></figure>
<h2>Liposcultura</h2>
<h3>Una pratica consolidata, ma con obiettivi sempre rinnovati</h3>
<p>Chi non ha già sentito parlare di liposuzione, <strong>liposcultura</strong>, lipoplastica, etc.? In effetti si tratta di termini estremamente frequenti, addirittura familiari ed ormai nella cultura della maggior parte del pubblico sia femminile che maschile.</p>
<p>Sì, la cosiddetta ”lipo”, nata negli anni settanta dalle mani di insigni maestri come Fischer, Kesserling, Schroeder ed Illouz, ha avuto subito una grande diffusione, specie in Europa dove per l’ appunto è iniziata, forse perché dedicata ad un problema tanto sentito come quello dell’ adiposità, forse perché apparentemente poco lesiva, meno chirurgica e quindi più “soft”.</p>
<p>Forse perché adattabile alle singole esigenze e quindi anche riducibile a piccole procedure eseguibili in regime ambulatoriale.</p>
<p>Forse per tutte queste ragioni messe assieme, fatto sta che, ad onta di clamorosi incidenti di cui i media hanno fatto sempre ampia pubblicità,&nbsp; è sempre lì, sempre sulla cresta dell’ onda, fra gli interventi più richiesti nel settore della chirurgia plastica estetica.<span id="more-760"></span></p>
<p>Bisogna ammettere che questa predilezione del &nbsp;grande pubblico la tecnica se l’è&nbsp; saputa meritare ed infatti in tutti questi anni la liposuzione è cresciuta parecchio.</p>
<p>Nata come il mezzo per rimuovere piccole masse adipose dalla porzione più laterale delle cosce (le famose “culotte de cheval”), è divenuta nel tempo una tecnica in grado di risultati sempre più ambiti e sofisticati.</p>
<p>Fra i primi progressi ricordiamo che da monoplanare è diventata circonferenziale interessando non più il singolo lipoaccumulo, bensì dedicandosi al miglioramento complessivo degli arti.</p>
<p>Poi ha aggiunto al trattamento profondo anche quello superficiale e con questa tecnica si è conquistata la capacità di ottenere la retrazione cutanea e quindi un vero e proprio lift corporeo, al contrario del vecchio adagio che vedeva la “lipo” come causa di sicura flaccidezza residua.</p>
<p>Anche l’ anestesia e le tecniche “umide”o addirittura “tumescenti”(associate a voluminosa infiltrazione di liquido) hanno contribuito molto al suo sviluppo.</p>
<p>Si sono scoperti via via nuovi limiti di sicurezza applicabili agli anestetici locali, qualora iniettati in soluzioni estremamente diluite( Klein).</p>
<p>Questo ha fatto sì che la procedura si facesse sempre più esangue e che si ampliassero i limiti dell’ intervento ambulatoriale, quindi più agile ed eseguibile su un soggetto non allettato.</p>
<p>In tal senso vale ricordare che la precoce mobilità del paziente, associata ad una giusta compressione del segmento trattato, è una delle armi più efficaci contro la trombosi venosa, che a sua volta può dare origine alla più &nbsp;pericolosa e temuta embolia polmonare.</p>
<p>Così interventi più semplificati, ma non meno sicuri, perché più conosciuti, più standardizzati e quindi meglio eseguiti. Negli ultimi anni&nbsp; la tecnologia ha cercato di associare alla liposuzione altre tecnologie “adiuvanti” l’ improba fatica della cannula aspira-grasso.</p>
<p>Così è nata la lipo “ultrasonica” capace di sciogliere il grasso tramite apposite sonde e poi di aspirare l’ emulsione prodotta. Una tecnica ricca di molte promesse iniziali, ma che per gli alti costi dell’ attrezzatura necessaria e forse anche per qualche inconveniente legato al surriscaldamento delle sonde ultrasoniche, non ha avuto quello sviluppo che ci si poteva attendere.</p>
<p>Un futuro migliore sembra invece quello destinato alla liposuzione “vibroassistita”.</p>
<p>Si tratta di un motore, che, applicato a&nbsp; cannule di foggia tradizionale, riesce ad imprimere loro movimenti circolari e/o di va e vieni, così realizzando autonomamente quell’opera disgregatrice che, nella procedura tradizionale, viene svolta dall’aspirazione e dal braccio del chirurgo.</p>
<p>Con l’aiuto di questi presidi l’operatore è estremamente avvantaggiato; infatti, con uno sforzo muscolare estremamente più contenuto, vede amplificata l’ efficacia delle proprie cannule e quindi una&nbsp; riduzione significativa dei tempi di intervento.</p>
<p>Tutto a vantaggio dei pazienti, che riescono a &nbsp;conseguire risultati sempre più gratificanti con intereventi sempre più rapidi e meno complessi.</p>
<figure id="attachment_761" aria-describedby="caption-attachment-761" style="width: 711px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-761 size-full" title="Liposcultura" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-1.png" alt="liposcultura" width="711" height="413" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-1.png 711w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-1-300x174.png 300w" sizes="(max-width: 711px) 100vw, 711px" /><figcaption id="caption-attachment-761" class="wp-caption-text">Liposcultura</figcaption></figure>
<p>Quindi è venuta l’ epoca delle “lipo” importanti, che in un’ unica sessione ti cambiano la vita facendoti perdere anche due taglie! E non si tratta più soltanto di cosce, ma anche e soprattutto di fianchi e di addome.</p>
<p>Cosa poteva essere migliore &nbsp;in un mondo che da qualche anno non fa altro che proporre “top” supercorti ed ombelico con fianchi in bellavista!</p>
<p>Ecco perché “<strong>liposcultura</strong>” e non più “liposuzione”: ormai si lavora a 360 gradi su regioni corporee ondulate, sinuose e dai profili delicati.</p>
<p>A noi chirurghi plastici non&nbsp; si chiede più di ridurre un fastidioso “bozzo” sull’ esterno della coscia, ma di ricostruire un profilo su nuovi diametri e per fare questo, a volte, c’ è addirittura bisogno di fare il contrario del solito.</p>
<p>Sì, quante volte infatti si è costretti a levare da un posto ed a mettere in un altro?</p>
<p>Ormai è cosa sempre più all’ ordine del giorno.</p>
<p>Così si riparano infossamenti dovuti a traumi infantili, ovvero retrazioni esitate a banali iniezioni intramuscolari. O anche le semplici “clessidre” costituzionali tanto frequenti fra le nostre donne.</p>
<p>Ma perché no: si può anche trasportare il grasso in distretti &nbsp;corporei più distanti: così si riesce a modificare il profilo di un seno, ovvero a riempire un solco del viso, etc.</p>
<p>Infine, da ultima, ma non per ultima, l’ enorme prospettiva che il grasso sta facendo balenare nel mondo della terapia antinfiammatoria e rigeneratrice.</p>
<p>E’ ormai provato infatti che il contenuto di grandi quantità di cellule staminali &nbsp;rende il proprio grasso capace di migliorare i tempi di guarigione di un’ ulcera torpida&nbsp; ovvero di modificare utilmente la retrazione cicatriziale di un vecchio processo infiammatorio.</p>
<p>Insomma ogni giorno c’è un fatto nuovo e l’ orizzonte della vecchia “liposuzione” si fa sempre più ampio e promettente tanto permetterci di affermare la nascita di un presidio nuovo, più completo e &nbsp;più efficace, che, in versione sicuramente più adeguata, chiameremo LIPOTERAPIA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<h3>&nbsp;</h3>
<h3>IL CHIRURGO RISPONDE</h3>
<p><em>“Dopo la seconda gravidanza ho sviluppato un addome voluminoso che non riesco a ridurre con la dieta. Mi hanno detto che dovrei sottopormi ad addominoplastica, ma ho paura di quelle lunghe cicatrici………Non crede che&nbsp; con la sola liposuzione potrei ottenere ugualmente un buon risultato .”.(M.A. da Tempio)</em></p>
<p>E’ una domanda molto comune, che trae origine dalla paura dell’ intervento di addominoplastica. E’ difficile risponderle senza averla prima visitata; infatti la sua descrizione e l’ accenno alle gravidanze mi fanno pensare ad un addome che non ha soltanto un problema di grasso, ma anche di cedimento muscolare. Non posso essere categorico, ma ho il sospetto che il suo sia un caso da “lipoaddominoplastica”, ovvero dove sia necessario impiegare sia la tecnica di liposuzione che quella chirurgica di plastica addominale.</p>
<hr>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em>“</em><em>Gentile Prof. Contreas, Le scrivo per ricevere alcune informazioni:sarei interessata ad eseguire una liposcultura sui fianchi, glutei ed interno coscia; mi piacerebbe conoscere i prezzo, il tipo di anestesia per l&#8217;intervento e quanto può essere utile al fine della conoscenza.La ringrazio anticipatamente per la sua cordiale attenzione.</em></p>
<p><em>Distinti Saluti”</em></p>
<p><em>Cagliari, A.P. </em></p>
<p>Carissima Giorgia, eseguo questo tipo di trattamento generalmente in anestesia locale ed in regime ambulatoriale. Logicamente il caso non deve essere troppo esteso altrimenti&nbsp; lo si tratta in più sessioni ovvero si opta per il trattamento in Casa di Cura con una notte di degenza. Il costo di quello che chiedi è difficile da quantizzare senza una visita preliminare e soprattutto senza sapere se verrà trattato ambulatoriamente, in ricovero, ovvero in una&nbsp; o più sessioni. A titolo eminentemente orientativo, ti posso anticipare che la spesa non dovrebbe essere inferiore ai 3000 euro.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Vito Contreas</p>The post <a href="https://www.vitocontreas.it/liposcultura-una-pratica-consolidata-ma-con-obbiettivi-sempre-rinnovati/">Liposcultura: una pratica consolidata, ma con obiettivi sempre rinnovati</a> first appeared on <a href="https://www.vitocontreas.it">Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>In rapida crescita la Chirurgia Intima Femminile</title>
		<link>https://www.vitocontreas.it/chirurgia-intima-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilias]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 17:54:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In rapida crescita la Chirurgia Intima Femminile Ringiovanimento Vaginale,&#160;Laser Vaginal Rejuvenation,&#160;Labioplastica,&#160;Chirurgia Intima Femminile,&#160;Riduzione Vaginale, Colpoperineoplastica&#8230;&#160;sono tra&#160;i molti termini utilizzati per&#160;descrivere le più importanti&#160;operazioni atte a valorizzare i genitali esterni femminili. Questa è l’area ove la chirurgia plastica attualmente&#160;fa registrare la sua più rapida crescita, sia per&#160;motivi estetici che per ragioni funzionali. L’estetica del&#160;corpo, estesa a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="560" height="340" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/04/chirurgia_intima_femminile_1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Chirurgia Intima Femminile" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/04/chirurgia_intima_femminile_1.jpg 560w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/04/chirurgia_intima_femminile_1-300x182.jpg 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /><p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/113898364?byline=0&amp;portrait=0" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>In rapida crescita la Chirurgia Intima Femminile</h2>
<p><em>Ringiovanimento Vaginale</em>,&nbsp;<em>Laser Vaginal Rejuvenation</em>,&nbsp;<em>Labioplastica</em>,&nbsp;<em>Chirurgia Intima Femminile</em>,&nbsp;<em>Riduzione Vaginale</em>, <em>Colpoperineoplastica</em>&#8230;&nbsp;sono tra&nbsp;i molti termini utilizzati per&nbsp;descrivere le più importanti&nbsp;operazioni atte a valorizzare i genitali esterni femminili.</p>
<p>Questa è l’area ove la <strong>chirurgia plastica</strong> attualmente&nbsp;fa registrare la sua più rapida crescita, sia per&nbsp;motivi estetici che per ragioni funzionali.</p>
<p>L’estetica del&nbsp;corpo, estesa a tutti i dettagli anatomici, viene proposta&nbsp;ogni giorno da tutte le sorgenti mediatiche ed&nbsp;al contempo la donna ha iniziato a ridurre la peluria,&nbsp;non solo a livello delle ascelle e degli arti, ma anche&nbsp;a livello genitale.</p>
<p>Questo porta a scoprire una regione&nbsp;tradizionalmente “nascosta”, che oggi viene più facilmente&nbsp;esaminata e giudicata, permettendo così di&nbsp;tratteggiare veri e propri modelli estetici con i quali<br />
ogni donna è portata a confrontarsi.</p>
<p>Allo stesso tempo, sia le donne che i chirurghi diventano&nbsp;ogni giorno più consapevoli che alcuni problemi&nbsp;dell’area genitale femminile, che siano dovuti al parto,&nbsp;a fluttuazioni del peso corporeo o alla stessa lassità&nbsp;dei tessuti, possono essere affrontati da una varietà&nbsp;sempre più efficace di procedure chirurgiche.<span id="more-751"></span></p>
<p>Si parla&nbsp;comunemente di <strong>plastica vaginale</strong>, ma in realtà questo&nbsp;settore della chirurgia si rivolge più spesso alle&nbsp;strutture esterne come la <em>vulva</em>, le <em>labbra</em>, il <em>clitoride</em>&nbsp;ed il <em>pube</em>.</p>
<p>Invece il perineo, che costituisce il ponte&nbsp;di tessuto cutaneo e muscolare tra l’ano e la vagina, e&nbsp;il terzo inferiore della parete vaginale posteriore sono&nbsp;zone tipicamente interessate dalle procedure di ringiovanimento&nbsp;vaginale.</p>
<p>Altro intervento più tipicamente&nbsp;vaginale è l’<strong>Imenoplastica</strong>, ovvero la &#8220;<strong>revirgination</strong>&#8221;&nbsp;degli autori anglosassoni, che viene generalmente&nbsp;eseguita quando la paziente desidera riacquistare&nbsp;l’ integrità imenale tipica dello stato di verginità ed a&nbsp;chiederlo sono generalmente soggetti provenienti da&nbsp;particolari contesti sociali e/o religiosi, facilmente di&nbsp;provenienza orientale.</p>
<p>In caso di quadri disfunzionali più complessi della&nbsp;semplice lassità tessutale, generalmente associati ad&nbsp;un calo dell ‘eccitabilità sessuale, sarà buona norma&nbsp;eseguire una valutazione ginecologica e/o uroginecologica&nbsp;accurata prima di affrontare la chirurgia plastica.</p>
<p>Ignorare o sottovalutare certe problematiche potrebbe&nbsp;causare un fallimento dell’obiettivo con grande&nbsp;delusione della paziente o, peggio, con aggravamento&nbsp;del problema primario.</p>
<figure id="attachment_754" aria-describedby="caption-attachment-754" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/09/chirurgia_intima_femminile.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-754 size-large" title="Chirurgia Intima Femminile" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/09/chirurgia_intima_femminile-1024x693.jpg" alt="Chirurgia Intima Femminile" width="1024" height="693" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/09/chirurgia_intima_femminile-1024x693.jpg 1024w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/09/chirurgia_intima_femminile-300x203.jpg 300w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/09/chirurgia_intima_femminile-768x520.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-754" class="wp-caption-text">Chirurgia Intima Femminile</figcaption></figure>
<p>La <strong>chirurgia intima femminile</strong> può essere eseguita in&nbsp;<strong>anestesia locale</strong>, con blocco del nervo pudendo o per&nbsp;via epidurale/spinale con o senza sedazione endovenosa,&nbsp;altrimenti in anestesia generale.</p>
<p>La profilassi&nbsp;antibiotica viene somministrata regolarmente.</p>
<p>Le pazienti&nbsp;sono generalmente operate in posizione ginecologica&nbsp;con calze a compressione graduata e, nel caso&nbsp;degli interventi più protratti, viene applicata la compressione&nbsp;pneumatica intermittente per prevenire la&nbsp;trombosi venosa profonda.</p>
<p>Solo negli interventi&nbsp;più complessi si può dare l’indicazione al cateterismo&nbsp;vescicale ed alla degenza di 24&nbsp;massimo 48 ore.</p>
<p>Nella quasi totalità delle&nbsp;procedure sarà invece suffi ciente una breve&nbsp;sosta di recupero, seguita dalla dimissione&nbsp;immediata.</p>
<p>I casi di pube deformato&nbsp;ed appesantito dall’adipe in eccesso&nbsp;sono molto diffusi e spesso trattati consensualmente&nbsp;alla plastica addominale.</p>
<p>Si interviene generalmente con una&nbsp;semplice liposuzione, sebbene in qualche&nbsp;caso sia necessario associare un&nbsp;vero e proprio “lift” della regione pubica&nbsp;stessa.</p>
<p>La liposuzione del pube viene&nbsp;generalmente eseguita in posizione&nbsp;supina e viene condotta fi no ad ottenere&nbsp;uno spessore adiposo uniforme tra le&nbsp;aree limitrofe all’ eminenza pubica,&nbsp;senza scheletrizzare eccessivamente&nbsp;quest’ultima.</p>
<p>Il lift del pube è una scelta estetica efficace per le donne con una significativa lassità tessutale&nbsp;di questa regione, che peraltro è generalmente&nbsp;associata anche a un certo cedimento delle grandi labbra.</p>
<p>Il lift del pube si integra bene con la sua <strong>liposuzione</strong>&nbsp;e produce una soluzione estetica più completa e bilanciata&nbsp;nel caso di una parete addominale seriamente&nbsp;compromessa.</p>
<p>In regione clitoridea la <strong>chirurgia estetica</strong>&nbsp;si concentra sulla riduzione della mucosa, che a&nbsp;volte arriva a costituire un prepuzio ridondante e quindi&nbsp;un ostacolo all’eccitazione sessuale.</p>
<p>Quando si pianifica una <em>chirurgia</em> di questo tipo in combinazione con&nbsp;un lift del pube, il lift viene eseguito prima perché, producendo&nbsp;uno stiramento del prepuzio lungo il suo asse&nbsp;verticale, spesso è sufficiente di per sé&nbsp;a correggere l’incappucciamento&nbsp;clitorideo.</p>
<p>La <strong>labioplastica</strong> (riduzione delle labbra minori) è&nbsp;il trattamento più comune per le pazienti insoddisfatte&nbsp;di labbra troppo pronunciate, asimmetriche o iperpigmentate&nbsp;nella porzione più esterna.</p>
<p>La problematica&nbsp;delle grandi labbra è invece quasi sempre opposta a&nbsp;quella delle piccole, nel senso che esse perdono frequentemente&nbsp;volume, sia con l’età che per un’eventuale&nbsp;perdita di peso, producendo un aspetto sgonfio&nbsp;e flaccido.</p>
<p>Nella maggior parte delle pazienti questi&nbsp;cambiamenti possono essere affrontati effi cacemente&nbsp;con trasferimento di grasso prelevato dallo stesso&nbsp;soggetto.</p>
<p>Quando la fl accidezza e l’eccesso di tessuto&nbsp;dovessero raggiungere una misura particolarmente&nbsp;evidente, si potrà asportare un ellissoide intero di cute&nbsp;lungo l’asse delle stesse grandi labbra, come procedura&nbsp;isolata ovvero in associazione con il trasferimento&nbsp;di grasso.</p>
<p>La regione vulvare può anche presentare&nbsp;una patologia varicosa, come avviene anche per gli arti&nbsp;inferiori.</p>
<p>Anche in questo caso, qualora venga escluso&nbsp;che il fenomeno sia provocato da altra patologia,&nbsp;le varici possono essere trattate con la <strong>scleroterapia</strong>,&nbsp;al pari delle varici di gamba o di coscia.</p>
<p>Per <em>Vaginal&nbsp;Tightening</em> (<strong>Restringimento Vaginale</strong>) termine in uso&nbsp;presso gli autori anglosassoni, s’intende generalmente&nbsp;il cosidetto “<strong>ringiovanimento vaginale</strong>”, ovvero un<br />
intervento più tecnicamente definibile come colpoperineoplastica,&nbsp;che infatti si prefigge di realizzare un&nbsp;restringimento dell’ingresso vulvovaginale nella sua&nbsp;parte più posteriore, per l’appunto quella prospiciente&nbsp;la regione perineale.</p>
<p>Si tratta di una procedura da affidare a mani esperte&nbsp;per la stessa difficoltà di valutazione del giusto grado&nbsp;di restringimento da apportare, nonché per la possibile&nbsp;presenza di distorsioni anatomiche locali dovute&nbsp;a parti pregressi ed anche per la stretta vicinanza&nbsp;di strutture delicate come la vescica ed il retto.</p>
<hr>
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<hr>
<figure id="attachment_441" aria-describedby="caption-attachment-441" style="width: 244px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-441 size-medium" title="Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas-244x300.jpg" alt="Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico" width="244" height="300" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas-244x300.jpg 244w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas.jpg 300w" sizes="(max-width: 244px) 100vw, 244px" /><figcaption id="caption-attachment-441" class="wp-caption-text">Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico</figcaption></figure>The post <a href="https://www.vitocontreas.it/chirurgia-intima-femminile/">In rapida crescita la Chirurgia Intima Femminile</a> first appeared on <a href="https://www.vitocontreas.it">Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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