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	<title>chirurgo | Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</title>
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	<description>Chirurgia Plastica con risultati naturali</description>
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		<title>Trapianto Adiposo</title>
		<link>https://www.vitocontreas.it/trapianto-adiposo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilias]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 15:39:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Trapianto Adiposo Le Ultime Frontiere &#160; Estratto di una mia intervista in merito al Trapianto Adiposo &#160; Si chiama generalmente “LIPOFILLING” (riempimento adiposo), ma il termine tecnicamente più corretto sarebbe “FAT-GRAFTING” (innesto adiposo). Ed a questo termine si applicano le versioni più moderne di una procedura in continua evoluzione. Oggi infatti è facile sentir parlare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="348" height="196" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/03/trapianto-adiposo.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="trapianto-adiposo" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/03/trapianto-adiposo.png 348w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/03/trapianto-adiposo-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" /><figure id="attachment_870" aria-describedby="caption-attachment-870" style="width: 348px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/03/trapianto-adiposo.png"><img decoding="async" class="wp-image-870 size-full" title="Trapianto Adiposo" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/03/trapianto-adiposo.png" alt="Trapianto Adiposo" width="348" height="196" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/03/trapianto-adiposo.png 348w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/03/trapianto-adiposo-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" /></a><figcaption id="caption-attachment-870" class="wp-caption-text">Trapianto Adiposo</figcaption></figure>
<h2>Trapianto Adiposo</h2>
<h3>Le Ultime Frontiere</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Estratto di una mia intervista in merito al Trapianto Adiposo</em></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Si chiama generalmente “<a href="https://www.vitocontreas.it/interventi/lipofilling.html">LIPOFILLING</a>” (<em>riempimento adiposo</em>), ma il termine tecnicamente più corretto sarebbe “FAT-GRAFTING” (innesto adiposo).</p>
<p>Ed a questo termine si applicano le versioni più moderne di una procedura in continua evoluzione.</p>
<p>Oggi infatti è facile sentir parlare anche di MINI-FATGRAFTING,  MICRO-FATGRAFTING e addirittura di NANO-FATGRAFTING, in base alle dimensioni delle singole particelle infiltrate.</p>
<p>Il professor <strong>Vito Contreas</strong>, <em>chirurgo plastico</em> con sedi operative a <em>Roma</em> e a <em>Cagliari</em>, introduce così uno degli argomenti recentemente più dibattuti nell’ambito della medicina rigenerativa e della chirurgia estetica.<span id="more-869"></span></p>
<p>Il nano-fatgrafting – precisa il <em>Professor Contreas</em> – consiste nell’isolare, dal tessuto prelevato con una semplice siringa, le sole cellule rigenerative (cellule staminali) e quindi nell’eliminare proprio la componente adiposa del trapianto.</p>
<p>È la procedura indicata nei casi di ringiovanimento puro, quando si vuole migliorare la qualità della pelle senza riempire o gonfiare.</p>
<p>Infatti, grazie alla particolare fluidità del <em>nano-fatgrafting</em>, è possibile infiltrare mediante aghi sottilissimi, capaci di scorrere inoffensivamente in una ruga, nei solchi di un decolleté, o in una piega palpebrale.</p>
<p>In definitiva un organismo che aiuta se stesso a guarire, a ringiovanire, a rinascere.</p>
<p>Per il Prof. <strong>Contreas</strong>, siamo ormai in grado di affermare che «il tessuto adiposo è estremamente ricco di cellule staminali e di una “frazione vascolo-stromale” capaci di indurre la formazione di una nuova rete vascolare, a sua volta responsabile di un maggior trasporto di sangue e quindi di ossigeno.</p>
<p>Nuova vita allora per le ferite torpide e per i quadri di sofferenza tessutale in genere. Un grosso passo avanti in traumatologia, nelle complicanze del diabete e nelle malattie vascolari, specie se periferiche.</p>
<p>Ma le indiscusse qualità rigenerative e strutturali  del trapianto adiposo non rappresentano soltanto un’ arma in più nel trattamento delle ferite difficili, bensì possono anche correggere il profilo di un volto, di un seno o di un gluteo.</p>
<p>Ecco spiegato il grande legame fra trapianto adiposo e chirurgia estetica: il grasso che trasforma un seno, un viso, o anche il fatidico “lato B”.</p>
<p>Il grasso che riempie e ringiovanisce, il grasso che si associa alla ricostruzione protesica ed al classico lifting.<br />
Il grasso che smussa, che addolcisce i contorni, che solleva le sopracciglia e riempie le labbra, come le tempie e gli zigomi.<br />
Il grasso che dona luce e colore alla pelle avvizzita dal tempo».<br />
Il suo impiego si fa strada anche a livello ginecologico.</p>
<p>In sede vulvare, infatti – dice Contreas – il grasso, che sostiene tono e profilo per tutta l’età giovanile, tende con gli anni a riassorbirsi comportando una progressiva flaccidezza dei tessuti.</p>
<p>Ma a livello genitale il fenomeno è più complesso: allo svuotamento delle grandi labbra, si associano anche una certa atonia delle pareti vaginali ed una riduzione della secrezione mucosa.</p>
<p>Le conseguenti modificazioni anatomiche e funzionali comportano un ampliamento dell’ostio vulvovaginale (specie se già sottoposto a trauma da parto), che, sotto il profilo sessuale, si associa ad una ridotta percezione della penetrazione e, all’opposto, la ridotta lubrificazione mucosa può comportare difficoltà e dolorabilità dell’atto sessuale.</p>
<p>E’ facile capire quanto l’azione rigenerativa del trapianto adiposo eseguito a questo livello possa giovare al ripristino ed al mantenimento di un sano rapporto di coppia.</p>The post <a href="https://www.vitocontreas.it/trapianto-adiposo/">Trapianto Adiposo</a> first appeared on <a href="https://www.vitocontreas.it">Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Liposcultura: una pratica consolidata, ma con obiettivi sempre rinnovati</title>
		<link>https://www.vitocontreas.it/liposcultura-una-pratica-consolidata-ma-con-obbiettivi-sempre-rinnovati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilias]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 23:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Liposcultura Una pratica consolidata, ma con obiettivi sempre rinnovati Chi non ha già sentito parlare di liposuzione, liposcultura, lipoplastica, etc.? In effetti si tratta di termini estremamente frequenti, addirittura familiari ed ormai nella cultura della maggior parte del pubblico sia femminile che maschile. Sì, la cosiddetta ”lipo”, nata negli anni settanta dalle mani di insigni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="720" height="540" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="liposcultura" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura.png 720w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figure id="attachment_762" aria-describedby="caption-attachment-762" style="width: 720px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-762 size-full" title="Liposcultura" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura.png" alt="liposcultura" width="720" height="540" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura.png 720w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption id="caption-attachment-762" class="wp-caption-text">Liposcultura</figcaption></figure>
<h2>Liposcultura</h2>
<h3>Una pratica consolidata, ma con obiettivi sempre rinnovati</h3>
<p>Chi non ha già sentito parlare di liposuzione, <strong>liposcultura</strong>, lipoplastica, etc.? In effetti si tratta di termini estremamente frequenti, addirittura familiari ed ormai nella cultura della maggior parte del pubblico sia femminile che maschile.</p>
<p>Sì, la cosiddetta ”lipo”, nata negli anni settanta dalle mani di insigni maestri come Fischer, Kesserling, Schroeder ed Illouz, ha avuto subito una grande diffusione, specie in Europa dove per l’ appunto è iniziata, forse perché dedicata ad un problema tanto sentito come quello dell’ adiposità, forse perché apparentemente poco lesiva, meno chirurgica e quindi più “soft”.</p>
<p>Forse perché adattabile alle singole esigenze e quindi anche riducibile a piccole procedure eseguibili in regime ambulatoriale.</p>
<p>Forse per tutte queste ragioni messe assieme, fatto sta che, ad onta di clamorosi incidenti di cui i media hanno fatto sempre ampia pubblicità,&nbsp; è sempre lì, sempre sulla cresta dell’ onda, fra gli interventi più richiesti nel settore della chirurgia plastica estetica.<span id="more-760"></span></p>
<p>Bisogna ammettere che questa predilezione del &nbsp;grande pubblico la tecnica se l’è&nbsp; saputa meritare ed infatti in tutti questi anni la liposuzione è cresciuta parecchio.</p>
<p>Nata come il mezzo per rimuovere piccole masse adipose dalla porzione più laterale delle cosce (le famose “culotte de cheval”), è divenuta nel tempo una tecnica in grado di risultati sempre più ambiti e sofisticati.</p>
<p>Fra i primi progressi ricordiamo che da monoplanare è diventata circonferenziale interessando non più il singolo lipoaccumulo, bensì dedicandosi al miglioramento complessivo degli arti.</p>
<p>Poi ha aggiunto al trattamento profondo anche quello superficiale e con questa tecnica si è conquistata la capacità di ottenere la retrazione cutanea e quindi un vero e proprio lift corporeo, al contrario del vecchio adagio che vedeva la “lipo” come causa di sicura flaccidezza residua.</p>
<p>Anche l’ anestesia e le tecniche “umide”o addirittura “tumescenti”(associate a voluminosa infiltrazione di liquido) hanno contribuito molto al suo sviluppo.</p>
<p>Si sono scoperti via via nuovi limiti di sicurezza applicabili agli anestetici locali, qualora iniettati in soluzioni estremamente diluite( Klein).</p>
<p>Questo ha fatto sì che la procedura si facesse sempre più esangue e che si ampliassero i limiti dell’ intervento ambulatoriale, quindi più agile ed eseguibile su un soggetto non allettato.</p>
<p>In tal senso vale ricordare che la precoce mobilità del paziente, associata ad una giusta compressione del segmento trattato, è una delle armi più efficaci contro la trombosi venosa, che a sua volta può dare origine alla più &nbsp;pericolosa e temuta embolia polmonare.</p>
<p>Così interventi più semplificati, ma non meno sicuri, perché più conosciuti, più standardizzati e quindi meglio eseguiti. Negli ultimi anni&nbsp; la tecnologia ha cercato di associare alla liposuzione altre tecnologie “adiuvanti” l’ improba fatica della cannula aspira-grasso.</p>
<p>Così è nata la lipo “ultrasonica” capace di sciogliere il grasso tramite apposite sonde e poi di aspirare l’ emulsione prodotta. Una tecnica ricca di molte promesse iniziali, ma che per gli alti costi dell’ attrezzatura necessaria e forse anche per qualche inconveniente legato al surriscaldamento delle sonde ultrasoniche, non ha avuto quello sviluppo che ci si poteva attendere.</p>
<p>Un futuro migliore sembra invece quello destinato alla liposuzione “vibroassistita”.</p>
<p>Si tratta di un motore, che, applicato a&nbsp; cannule di foggia tradizionale, riesce ad imprimere loro movimenti circolari e/o di va e vieni, così realizzando autonomamente quell’opera disgregatrice che, nella procedura tradizionale, viene svolta dall’aspirazione e dal braccio del chirurgo.</p>
<p>Con l’aiuto di questi presidi l’operatore è estremamente avvantaggiato; infatti, con uno sforzo muscolare estremamente più contenuto, vede amplificata l’ efficacia delle proprie cannule e quindi una&nbsp; riduzione significativa dei tempi di intervento.</p>
<p>Tutto a vantaggio dei pazienti, che riescono a &nbsp;conseguire risultati sempre più gratificanti con intereventi sempre più rapidi e meno complessi.</p>
<figure id="attachment_761" aria-describedby="caption-attachment-761" style="width: 711px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-761 size-full" title="Liposcultura" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-1.png" alt="liposcultura" width="711" height="413" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-1.png 711w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/10/liposcultura-1-300x174.png 300w" sizes="(max-width: 711px) 100vw, 711px" /><figcaption id="caption-attachment-761" class="wp-caption-text">Liposcultura</figcaption></figure>
<p>Quindi è venuta l’ epoca delle “lipo” importanti, che in un’ unica sessione ti cambiano la vita facendoti perdere anche due taglie! E non si tratta più soltanto di cosce, ma anche e soprattutto di fianchi e di addome.</p>
<p>Cosa poteva essere migliore &nbsp;in un mondo che da qualche anno non fa altro che proporre “top” supercorti ed ombelico con fianchi in bellavista!</p>
<p>Ecco perché “<strong>liposcultura</strong>” e non più “liposuzione”: ormai si lavora a 360 gradi su regioni corporee ondulate, sinuose e dai profili delicati.</p>
<p>A noi chirurghi plastici non&nbsp; si chiede più di ridurre un fastidioso “bozzo” sull’ esterno della coscia, ma di ricostruire un profilo su nuovi diametri e per fare questo, a volte, c’ è addirittura bisogno di fare il contrario del solito.</p>
<p>Sì, quante volte infatti si è costretti a levare da un posto ed a mettere in un altro?</p>
<p>Ormai è cosa sempre più all’ ordine del giorno.</p>
<p>Così si riparano infossamenti dovuti a traumi infantili, ovvero retrazioni esitate a banali iniezioni intramuscolari. O anche le semplici “clessidre” costituzionali tanto frequenti fra le nostre donne.</p>
<p>Ma perché no: si può anche trasportare il grasso in distretti &nbsp;corporei più distanti: così si riesce a modificare il profilo di un seno, ovvero a riempire un solco del viso, etc.</p>
<p>Infine, da ultima, ma non per ultima, l’ enorme prospettiva che il grasso sta facendo balenare nel mondo della terapia antinfiammatoria e rigeneratrice.</p>
<p>E’ ormai provato infatti che il contenuto di grandi quantità di cellule staminali &nbsp;rende il proprio grasso capace di migliorare i tempi di guarigione di un’ ulcera torpida&nbsp; ovvero di modificare utilmente la retrazione cicatriziale di un vecchio processo infiammatorio.</p>
<p>Insomma ogni giorno c’è un fatto nuovo e l’ orizzonte della vecchia “liposuzione” si fa sempre più ampio e promettente tanto permetterci di affermare la nascita di un presidio nuovo, più completo e &nbsp;più efficace, che, in versione sicuramente più adeguata, chiameremo LIPOTERAPIA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<h3>&nbsp;</h3>
<h3>IL CHIRURGO RISPONDE</h3>
<p><em>“Dopo la seconda gravidanza ho sviluppato un addome voluminoso che non riesco a ridurre con la dieta. Mi hanno detto che dovrei sottopormi ad addominoplastica, ma ho paura di quelle lunghe cicatrici………Non crede che&nbsp; con la sola liposuzione potrei ottenere ugualmente un buon risultato .”.(M.A. da Tempio)</em></p>
<p>E’ una domanda molto comune, che trae origine dalla paura dell’ intervento di addominoplastica. E’ difficile risponderle senza averla prima visitata; infatti la sua descrizione e l’ accenno alle gravidanze mi fanno pensare ad un addome che non ha soltanto un problema di grasso, ma anche di cedimento muscolare. Non posso essere categorico, ma ho il sospetto che il suo sia un caso da “lipoaddominoplastica”, ovvero dove sia necessario impiegare sia la tecnica di liposuzione che quella chirurgica di plastica addominale.</p>
<hr>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em>“</em><em>Gentile Prof. Contreas, Le scrivo per ricevere alcune informazioni:sarei interessata ad eseguire una liposcultura sui fianchi, glutei ed interno coscia; mi piacerebbe conoscere i prezzo, il tipo di anestesia per l&#8217;intervento e quanto può essere utile al fine della conoscenza.La ringrazio anticipatamente per la sua cordiale attenzione.</em></p>
<p><em>Distinti Saluti”</em></p>
<p><em>Cagliari, A.P. </em></p>
<p>Carissima Giorgia, eseguo questo tipo di trattamento generalmente in anestesia locale ed in regime ambulatoriale. Logicamente il caso non deve essere troppo esteso altrimenti&nbsp; lo si tratta in più sessioni ovvero si opta per il trattamento in Casa di Cura con una notte di degenza. Il costo di quello che chiedi è difficile da quantizzare senza una visita preliminare e soprattutto senza sapere se verrà trattato ambulatoriamente, in ricovero, ovvero in una&nbsp; o più sessioni. A titolo eminentemente orientativo, ti posso anticipare che la spesa non dovrebbe essere inferiore ai 3000 euro.</p>
<p>A presto,</p>
<p>Vito Contreas</p>The post <a href="https://www.vitocontreas.it/liposcultura-una-pratica-consolidata-ma-con-obbiettivi-sempre-rinnovati/">Liposcultura: una pratica consolidata, ma con obiettivi sempre rinnovati</a> first appeared on <a href="https://www.vitocontreas.it">Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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