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	<title>chirurghi plastici | Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</title>
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	<description>Chirurgia Plastica con risultati naturali</description>
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		<title>Chirurgia Plastica e dintorni</title>
		<link>https://www.vitocontreas.it/chirurgia-plastica-estetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilias]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 16:00:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chirurgia Plastica e dintorni Intervista al Prof. Vito Contreas sulla Chirurgia Plastica Estetica &#160; La chirurgia estetica è senz&#8217;altro una delle&#160;branche della chirurgia plastica che negli&#160;ultimi anni ha fatto registrare la crescita più&#160;importante. Di pari passo con l&#8217; avanzare&#160;della cultura dell&#8217; immagine&#8217; è cresciuto e si&#160;è diffuso in tutti i ceti sociali l&#8217; interesse per&#160;per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="720" height="903" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/chirurgo_plastricio_roma1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="chirurgo_plastricio_roma" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/chirurgo_plastricio_roma1.jpg 720w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/chirurgo_plastricio_roma1-239x300.jpg 239w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figure id="attachment_1334" aria-describedby="caption-attachment-1334" style="width: 854px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-1334" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/04/chirurgo-plastico-roma.jpg" alt="Chirurgo Plastico Roma" width="854" height="468" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/04/chirurgo-plastico-roma.jpg 854w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/04/chirurgo-plastico-roma-300x164.jpg 300w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2017/04/chirurgo-plastico-roma-768x421.jpg 768w" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" /><figcaption id="caption-attachment-1334" class="wp-caption-text">Chirurgo Plastico Estetico Roma e Cagliari</figcaption></figure>
<h2>Chirurgia Plastica e dintorni</h2>
<h3>Intervista al Prof. Vito Contreas sulla Chirurgia Plastica Estetica</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <em>chirurgia estetica</em> è senz&#8217;altro una delle&nbsp;branche della <strong>chirurgia plastica</strong> che negli&nbsp;ultimi anni ha fatto registrare la crescita più&nbsp;importante.</p>
<p>Di pari passo con l&#8217; avanzare&nbsp;della cultura dell&#8217; immagine&#8217; è cresciuto e si&nbsp;è diffuso in tutti i ceti sociali l&#8217; interesse per&nbsp;per tutte quelle procedure, mediche o chirurgiche,&nbsp;atte a migliorare i lineamenti del&nbsp;viso ovvero il profilo corporeo.</p>
<p>Proprio quest&#8217;ultimo è stato oggetto di un&nbsp;enorme incremento di attenzione da parte&nbsp;della gente, che evidentemente non vuole&nbsp;solo apparire e quindi curare l&#8217; estetica del&nbsp;volto, bensì desidera &#8220;star bene con se stessa&#8221;&nbsp;e perché no, anche col proprio partner.</p>
<p>Il&nbsp;corpo, senza dubbio più del viso, è considerato&nbsp;l&#8217; &#8220;oggetto del desiderio&#8221; e pertanto&nbsp;rappresenta la più accreditata garanzia per&nbsp;destare o per conservare l&#8217;interesse sessuale&nbsp;da parte del partner.</p>
<p>Forse anche per questo&nbsp;è diventato un obiettivo estremamente&nbsp;curato attraverso alimentazione, sport, stile&nbsp;di vita e, perché no, se non se ne può fare a&nbsp;meno, anche attraverso la chirurgia.</p>
<p>Ed è di questa chirurgia che vogliamo parlare,&nbsp;vista la sua enorme attualità ed il diffuso&nbsp;interesse che sta suscitando a tutti i livelli.<span id="more-885"></span></p>
<h4>&nbsp;</h4>
<h4>LIPOSUZIONE</h4>
<p>Sostanzialmente la chirurgia del profilo corporeo&nbsp;s&#8217; identifica con la <strong>liposuzione</strong> o &#8220;<em>liposcultura</em>&#8220;, con la chirurgia del seno e&nbsp;con quella dell&#8217; addome.</p>
<p>Esiste anche la chirurgia&nbsp;degli arti, sia superiori che inferiori,&nbsp;ma questa s&#8217; inquadra in un contesto del&nbsp;tutto particolare, riservato ai pazienti che&nbsp;hanno avuto un fortissimo dimagrimento o<br />
che, congenitamente, soffrono di estrema&nbsp;flaccidezza dei tessuti, una peculiarità che&nbsp;invita a trattare l&#8217;argomento in un&#8217;edizione&nbsp;dedicata.</p>
<p><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/liposuzione_pre_post.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-262 alignright" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/liposuzione_pre_post-300x200.jpg" alt="liposuzione_pre_post" width="300" height="200" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/liposuzione_pre_post-300x200.jpg 300w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2015/05/liposuzione_pre_post.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Tornando quindi alla <a href="https://www.vitocontreas.it/interventi/liposuzione.html">liposuzione</a>, la cosiddetta&nbsp;&#8220;lipo&#8221;, nata negli anni settanta dalle&nbsp;mani di insigni maestri come Fischer,&nbsp;Kesserling, Schroeder ed Illouz, ha avuto&nbsp;subito una grande diffusione, specie in&nbsp;Europa dove per l&#8217; appunto è iniziata, forse&nbsp;perché dedicata ad un problema tanto sentito&nbsp;come quello dell&#8217; adiposità, forse perché&nbsp;apparentemente poco lesiva, meno chirurgica<br />
e quindi più &#8220;soft&#8221;.</p>
<p>Forse perché adattabile&nbsp;alle singole esigenze e quindi anche&nbsp;riducibile a piccole procedure eseguibili in&nbsp;regime ambulatoriale.</p>
<p>Forse per tutte queste&nbsp;ragioni messe assieme, fatto sta che, ad onta&nbsp;di clamorosi incidenti di cui i media hanno&nbsp;fatto sempre ampia pubblicità, è sempre lì,&nbsp;sempre sulla cresta dell&#8217; onda, fra gli interventi&nbsp;più richiesti nel settore della <em><strong>chirurgia&nbsp;plastica</strong> estetica</em>.</p>
<p>Bisogna ammettere che&nbsp;questa predilezione del grande pubblico la&nbsp;tecnica se l&#8217;è saputa meritare ed infatti in&nbsp;tutti questi anni la liposuzione è cresciuta&nbsp;parecchio.</p>
<p>Nata come il mezzo per rimuovere&nbsp;piccole masse adipose dalla porzione più&nbsp;laterale delle cosce (le famose &#8220;culotte de&nbsp;cheval&#8221;), è divenuta nel tempo una tecnica&nbsp;in grado di risultati sempre più ambiti e sofisticati.</p>
<p>Fra i primi progressi ricordiamo che&nbsp;da monoplanare è diventata circonferenziale&nbsp;interessando non più il singolo lipoaccumulo,&nbsp;bensì dedicandosi al miglioramento&nbsp;complessivo degli arti.</p>
<p>Poi ha aggiunto al&nbsp;trattamento profondo anche quello superficiale&nbsp;e con questa tecnica si è conquistata la&nbsp;capacità di ottenere la retrazione cutanea e&nbsp;quindi un vero e proprio lift corporeo, al contrario&nbsp;del vecchio adagio che vedeva la&nbsp;&#8220;lipo&#8221; come causa di sicura flaccidezza residua.</p>
<p>Anche l&#8217;anestesia e le tecniche&nbsp;&#8220;umide&#8221;o addirittura &#8220;tumescenti&#8221; (associate&nbsp;a voluminosa infiltrazione di liquido)&nbsp;hanno contribuito molto al suo sviluppo.</p>
<p>Si sono scoperti via via nuovi limiti di sicurezza&nbsp;applicabili agli anestetici locali, qualora&nbsp;iniettati in soluzioni estremamente diluite.</p>
<p>Questo ha fatto sì che la procedura si facesse&nbsp;sempre più esangue e che si ampliassero&nbsp;i limiti dell&#8217;intervento ambulatoriale, quindi&nbsp;più agile ed eseguibile su un soggetto non allettato.</p>
<p>In tal senso vale ricordare che la&nbsp;precoce mobilità del paziente, associata ad&nbsp;una giusta compressione del segmento trattato,&nbsp;è una delle armi più efficaci contro la&nbsp;trombosi venosa, che a sua volta può dare&nbsp;origine alla più pericolosa e temuta embolia&nbsp;polmonare.</p>
<p>Così interventi più semplificati,&nbsp;ma non meno sicuri, perché più conosciuti,&nbsp;più standardizzati e quindi meglio eseguiti.</p>
<p>Negli ultimi anni la tecnologia ha cercato di&nbsp;associare alla liposuzione altre tecnologie&nbsp;&#8220;adiuvanti&#8221; l&#8217;improba fatica della cannula&nbsp;aspira-grasso.</p>
<p>Così è nata la lipo &#8220;ultrasonica&#8221;&nbsp;capace di sciogliere il grasso tramite&nbsp;apposite sonde e poi di aspirare l&#8217; emulsione&nbsp;prodotta.</p>
<p>Una tecnica ricca di molte promesse&nbsp;iniziali, ma che per gli alti costi dell&#8217; attrezzatura&nbsp;necessaria e forse anche per qualche&nbsp;inconveniente legato al surriscaldamento&nbsp;delle sonde ultrasoniche, non ha avuto quello&nbsp;sviluppo che ci si poteva attendere.</p>
<p>Un futuro migliore sembra invece quello&nbsp;destinato alla liposuzione &#8220;vibroassistita&#8221;.</p>
<p>Si tratta di un motore, che, applicato a cannule&nbsp;di foggia tradizionale, riesce ad imprimere&nbsp;loro movimenti circolari e/o di va e&nbsp;vieni, così realizzando autonomamente&nbsp;quell&#8217; opera disgregatrice che, nella procedura&nbsp;tradizionale, viene svolta dall&#8217; aspirazione&nbsp;e dal braccio del chirurgo.</p>
<p>Con l&#8217;aiuto&nbsp;di questi presidi l&#8217;operatore è estremamente&nbsp;avvantaggiato; infatti, con uno sforzo&nbsp;muscolare estremamente più contenuto,&nbsp;vede amplificata l&#8217; efficacia delle proprie&nbsp;cannule e quindi una riduzione significativa&nbsp;dei tempi di intervento.</p>
<p>Tutto a vantaggio dei&nbsp;pazienti, che riescono a conseguire risultati&nbsp;sempre più gratificanti con interventi sempre&nbsp;più rapidi e meno complessi.</p>
<p>Quindi è venuta l&#8217;epoca delle &#8220;lipo&#8221; importanti,&nbsp;che in un&#8217; unica sessione ti cambiano&nbsp;la vita facendoti perdere anche due taglie!</p>
<p>E&nbsp;non si tratta più soltanto di cosce, ma anche&nbsp;e soprattutto di fianchi e di addome.</p>
<p>Cosa&nbsp;poteva essere migliore in un mondo che da&nbsp;qualche anno non fa altro che proporre&nbsp;&#8220;top&#8221; supercorti ed ombelico con fianchi in&nbsp;bellavista!</p>
<p>Ecco perché &#8220;liposcultura&#8221; e non più &#8220;liposuzione&#8221;:&nbsp;ormai si lavora a 360 gradi su&nbsp;regioni corporee ondulate, sinuose e dai profili&nbsp;delicati.</p>
<p>A noi <strong>chirurghi plastici</strong> non si&nbsp;chiede più di ridurre un fastidioso &#8220;bozzo&#8221;&nbsp;sull&#8217; esterno della coscia, ma di ricostruire&nbsp;un profilo su nuovi diametri e per fare questo,&nbsp;a volte, c&#8217; è addirittura bisogno di fare il&nbsp;contrario del solito.</p>
<p>Quante volte infatti si&nbsp;è costretti a levare da un posto ed a mettere&nbsp;in un altro?!?</p>
<p>Ormai è cosa sempre più all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>Così si riparano infossamenti&nbsp;dovuti a traumi infantili, ovvero retrazioni&nbsp;esitate a banali iniezioni intramuscolari.</p>
<p>O anche le semplici &#8220;clessidre&#8221; costituzionali&nbsp;tanto frequenti fra le nostre donne.</p>
<p>Ma perché no: si può anche trasportare il&nbsp;grasso in distretti corporei più distanti: così&nbsp;si riesce a modificare il profilo di un seno,&nbsp;ovvero a riempire un solco del viso, etc.</p>
<p>Infine, da ultima, ma non per ultima, l&#8217; enorme&nbsp;prospettiva che il grasso sta facendo&nbsp;balenare nel mondo della terapia antinfiammatoria&nbsp;e rigeneratrice.</p>
<p>È ormai provato&nbsp;infatti che il contenuto di grandi quantità di&nbsp;cellule staminali rende il proprio grasso&nbsp;capace di migliorare i tempi di guarigione di&nbsp;un&#8217;ulcera torpida ovvero di modificare utilmente<br />
la retrazione cicatriziale di un vecchio&nbsp;processo infiammatorio.</p>
<p>Insomma ogni giorno&nbsp;c&#8217;è un fatto nuovo e l&#8217;orizzonte della vecchia&nbsp;&#8220;liposuzione&#8221; si fa sempre più ampio e&nbsp;promettente tanto permetterci di affermare&nbsp;la nascita di un presidio nuovo, più completo<br />
e più efficace, che, in versione sicuramente&nbsp;più adeguata, chiameremo LIPOTERAPIA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>MASTOPLASTICA</h4>
<p>Ma volendo continuare sul filone principale&nbsp;della chirurgia del profilo corporeo, dobbiamo&nbsp;sicuramente trattare la chirurgia del&nbsp;seno e per assoluta preponderanza della&nbsp;domanda, dedicherei il massimo spazio alla&nbsp;chirurgia aumentativa della mammella.</p>
<p>Parlarne dà un po&#8217; la sensazione di ripetere&nbsp;cose già sentite: le numerose riviste, la televisione,&nbsp;ma soprattutto internet ormai diffondono&nbsp;a tutti i livelli ed a tutte le latitudini&nbsp;nozioni che una volta erano a pannaggio&nbsp;di pochi.</p>
<p>Tuttavia, proprio per questa moltitudine&nbsp;di canali d&#8217;informazione tanto diversi&nbsp;fra loro, è facile che sull’argomento si diffonda&nbsp;una cultura approssimativa, se non<br />
addirittura contraddittoria o errata.</p>
<p>Allora&nbsp;colgo l’ occasione per fare un po’ di chiarezza&nbsp;in un settore così all’attenzione di tante&nbsp;lettrici.</p>
<figure id="attachment_581" aria-describedby="caption-attachment-581" style="width: 287px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/seno_rifatto_prima_e_dopo-6.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-581" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/seno_rifatto_prima_e_dopo-6.jpg" alt="seno_rifatto_prima_e_dopo" width="287" height="383" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/seno_rifatto_prima_e_dopo-6.jpg 287w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/seno_rifatto_prima_e_dopo-6-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 287px) 100vw, 287px" /></a><figcaption id="caption-attachment-581" class="wp-caption-text">Mastoplastica Additiva<br />Prima e Dopo</figcaption></figure>
<p>Si parla di &#8220;<a href="https://www.vitocontreas.it/interventi/mastoplastica-additiva.html">chirurgia aumentativa</a>&#8220;, quindi&nbsp;volta ad aumentare il volume del seno, ma è&nbsp;inevitabile che essa ne modifichi anche la<br />
forma.</p>
<p>Posizionando infatti un mezzo protesico&nbsp;in sede mammaria, il volume ed il disegno&nbsp;di tale protesi modificheranno inevitabilmente&nbsp;sia il volume che la geometria della&nbsp;mammella operata.</p>
<p>Le vie di accesso alla regione mammaria&nbsp;possono essere diverse: la via ascellare, la&nbsp;circumareolare, l’inframammaria e l’ ombelicale.</p>
<p>Tralasciando quest’ ultima, riservata&nbsp;alle protesi a contenuto acquoso e gonfiabili&nbsp;dopo il posizionamento (poco o nulla&nbsp;usate nel nostro paese), rimangono da chiarire&nbsp;le caratteristiche delle altre tre.</p>
<p>La via&nbsp;ascellare potrebbe sembrare, a prima vista,&nbsp;la più geniale e forse la migliore, ma è quella&nbsp;che offre meno visibilità al chirurgo, che&nbsp;quindi, se vuole eseguire l’ intervento senza&nbsp;rinunciare ad un buon controllo dell’emostasi&nbsp;e delle manovre dissettive, è costretto a&nbsp;dotarsi di una costosa e complessa attrezzatura&nbsp;endoscopica che gli consenta di monitorare&nbsp;la sua azione e soprattutto l’esatta&nbsp;preparazione della tasca protesica.</p>
<p>La via&nbsp;inframammaria è senza dubbio la più rapida&nbsp;e meno indaginosa, sebbene imponga al <strong>chirurgo plastricio</strong>&nbsp;di lavorare ad una certa distanza dal&nbsp;polo mammario superiore e soprattutto&nbsp;restituisca all’ operata una cicatrice (difficilmente&nbsp;inferiore ai 5 centimetri), che, per&nbsp;quanto sottile, non potrà mai abbronzare e&nbsp;che quindi, soprattutto d’ estate e su un&nbsp;corpo nudo, rappresenterà l’ inconfondibile&nbsp;testimonianza dell’ operazione eseguita.</p>
<p>La&nbsp;via circumareolare comporta un modesto&nbsp;prolungamento della procedura, ma restituisce&nbsp;all’ operatore il vantaggio di un’ottima&nbsp;visibilità del campo operatorio ed alla&nbsp;paziente una cicatrice, che, per la particolarissima&nbsp;posizione anatomica, diventa generalmente&nbsp;impercettibile col passare del&nbsp;tempo.</p>
<p>La maggioranza delle protesi è costituita da&nbsp;un involucro di silicone medicale testurizzato&nbsp;(ovvero reso irregolare per una minore&nbsp;reazione tessutale dell’ organismo ospite e&nbsp;per facilitare l’ adesione della protesi alle&nbsp;pareti della tasca che l’ avvolge), che contiene&nbsp;un gel di silicone medicale, oggi quasi&nbsp;sempre nello stato cosiddetto &#8220;coesivo&#8221;.</p>
<p>In&nbsp;pratica si vuole evitare che un gel troppo&nbsp;fluido abbia a diffondersi in caso di rottura&nbsp;dell’ involucro e soprattutto che si raccolga&nbsp;sul fondo della stessa protesi determinando&nbsp;delle plicature nel contorno protesico, che&nbsp;rischierebbero di trasparire a livello della&nbsp;superficie esterna della mammella.</p>
<p>Quindi:&nbsp;protesi testurizzate, in gel coesivo di silicone&nbsp;medicale, di forma rotonda o ancora meglio&nbsp;&#8220;anatomica&#8221;.</p>
<p>Indubbiamente quest’ultimo&nbsp;modello sta gradualmente soppiantando il&nbsp;primo, in quanto viene preferito per la naturalezza&nbsp;della forma (a goccia) e per la possibilità&nbsp;di associare, per ogni singolo caso,&nbsp;altezza, diametro e proiezione, in funzione&nbsp;dell’ anatomia e delle aspettative della&nbsp;paziente.</p>
<p>In tal senso vale sottolineare che il&nbsp;chirurgo ormai non ragiona più in termini di&nbsp;volume (2°, 3° o 4° misura, etc), bensì ormai&nbsp;si è tutti concordi sul privilegiare un criterio&nbsp;anatomico, ovvero basato sul diametro e&nbsp;sull’ altezza della loggia mammaria.</p>
<p>Va infine&nbsp;considerato il piano di posizionamento&nbsp;della protesi.</p>
<p>Questa infatti può essere introdotta&nbsp;sia immediatamente al di sotto della&nbsp;ghiandola mammaria (intervento più rapido&nbsp;e sicuramente meno doloroso nell’ immediato&nbsp;postoperatorio), che sotto il muscolo&nbsp;pettorale.</p>
<p>In quest’ ultimo caso, un tempo&nbsp;chirurgico più lungo ed un postoperatorio&nbsp;un po’ più impegnativo vengono compensati&nbsp;da una maggiore garanzia che la protesi,&nbsp;specie nei generosi decolté proposti dall’intimo&nbsp;di moda, non abbia mai a rendersi visibile&nbsp;con inestetici solchi parasternali o con il&nbsp;classico &#8220;scalino&#8221;, che conferisce al polo&nbsp;mammario superiore il tipico effetto &#8220;bersaglio&#8221;&nbsp;dei seni operati.</p>
<p>Quindi, per concludere: protesi anatomiche,&nbsp;in gel coesivo, testurizzate in superficie e&nbsp;posizionate in una tasca ricavata al di sotto&nbsp;del muscolo pettorale.</p>
<p>Ma l’organismo ospite, i tessuti periprotesici,&nbsp;cosa ne pensano di questa &#8220;intromissione&#8221;?</p>
<p>Infezione ed ematoma sono complicanze&nbsp;postoperatorie sicuramente possibili&nbsp;come in tutti gli atti chirurgici, ma fortunatamente,&nbsp;in questo caso, estremamente rari.</p>
<p>Quello che invece può accadere più realisticamente&nbsp;e che è più tipico di questo tipo di&nbsp;chirurgia, ci riconduce ad una vera e propria&nbsp;reazione dei tessuti al corpo estraneo che è&nbsp;stato inserito.</p>
<p>Qualcuno parla infatti (impropriamente)&nbsp;di &#8220;rigetto&#8221;, ma i termini più&nbsp;usati sono &#8220;capsula&#8221; o &#8220;capsulite&#8221;.</p>
<p>In effetti&nbsp;può capitare che l’involucro fibroso costituito&nbsp;dall’organismo attorno alla protesi,&nbsp;invece di conservarsi morbido e sottile, assuma&nbsp;un particolare spessore e addirittura&nbsp;acquisisca una tendenza alla retrazione.</p>
<p>In&nbsp;questa spiacevole evenienza il seno si fa più&nbsp;compatto, più sferico e tendente a risalire&nbsp;verso la spalla.</p>
<p>Esistono numerose tecniche&nbsp;per cercare di ovviare a questo spiacevole&nbsp;incidente di percorso, da semplici medicamenti&nbsp;antireattivi o miorilassanti, ad energici&nbsp;massaggi (squeezing), all’ iniezione di preparati&nbsp;cortisonici e finalmente alle più recenti&nbsp;infiltrazioni di cellule staminali.</p>
<p>Va da sé&nbsp;che, qualora tutti questi presidi dovessero&nbsp;fallire, andrebbe considerata l’ipotesi di un&nbsp;reintervento (possibile anche ambulatoriamente),&nbsp;che consisterebbe nell’asportare la&nbsp;capsula &#8220;retratta&#8221; e nell’inserire una nuova&nbsp;protesi nella tasca neoconfezionata.</p>
<p>In tema di convalescenza, nell’ ambito, fortunatamente&nbsp;più frequente, di un postoperatorio&nbsp;normale e riferendomi all’aumentativa&nbsp;sottomuscolare, che oggi è senza dubbio&nbsp;la tecnica più adottata, dico sempre alle mie&nbsp;pazienti di preventivare almeno una settimana&nbsp;di riposo.ù</p>
<p>Non c’è bisogno di stare a&nbsp;letto, ma è bene non essere costrette a posizioni&nbsp;obbligate ovvero a movimenti impegnativi&nbsp;per le braccia.</p>
<p>Nei primi giorni dopo l’operazione molti <strong>chirurghi estetici</strong> preferiscono lasciare un drenaggio&nbsp;che pure contribuisce a limitare l’autonomia&nbsp;della paziente, ma dopo una settimana,&nbsp;ormai sicuramente senza drenaggi e con&nbsp;una medicazione estremamente leggera,&nbsp;ella può addirittura riprendere a guidare&nbsp;l’auto, purché munita di servosterzo.</p>
<p>Dopo&nbsp;15 giorni (saranno state rimosse anche le&nbsp;suture), potrà tornare ad un’attività lavorativa&nbsp;normale, alla cyclette o ad altri esercizi&nbsp;limitati agli arti inferiori.</p>
<p>Dopo 30-45 giorni&nbsp;sarà pronta per qualsiasi attività lavorativa,&nbsp;anche pesante, e per tutte le pratiche ginnico-sportive.</p>
<p>Il seno viene inizialmente immobilizzato in&nbsp;un bendaggio, ovvero in un reggiseno particolarmente&nbsp;contenitivo (personalmente uso&nbsp;un semplice indumento ad apertura anteriore&nbsp;previsto per l’impiego durante le attività&nbsp;sportive), ma dopo le prime 3 o 4 settimane,&nbsp;quando peraltro si sarà riassorbito il gonfiore&nbsp;postoperatorio, si potrà passare all’intimo&nbsp;preferito.</p>
<p>In definitiva un intervento sicuramente&nbsp;molto efficace che, a volte, riesce a capovolgere&nbsp;le sorti fisiche e psichiche di una donna,&nbsp;ma che come tutte le procedure chirurgiche&nbsp;può essere limitato da controindicazioni e&nbsp;gravato da complicanze e che, soprattutto,&nbsp;non può garantire un risultato univoco a&nbsp;tutte le pazienti.</p>
<p>Diverso è infatti il risultato in una ragazza&nbsp;che non ha mai avuto seno (ipoplasia), da&nbsp;quello di una giovane mamma che ha visto&nbsp;la sua III o IV misura sfiorire dopo un allattamento&nbsp;(ipotrofia).</p>
<p>E’ logico che nel primo&nbsp;caso, la scelta delle protesi sarà condizionata&nbsp;da forti limitazioni, sicuramente inesistenti&nbsp;nel secondo, ove un’areola dilatata e un&nbsp;tessuto già precedentemente disteso faciliteranno&nbsp;il posizionamento delle protesi con&nbsp;un effetto finale sicuramente più naturale e&nbsp;gratificante.</p>
<p>Per gli stessi motivi di ordine&nbsp;squisitamente anatomico, non potrà aspettarsi&nbsp;un completo &#8220;restauro&#8221; quella paziente&nbsp;che, oltre ad aver avuto uno svuotamento&nbsp;ghiandolare (ipotrofia), presenterà anche&nbsp;problemi di &#8220;caduta&#8221; del seno (ptosi).</p>
<p>In tal caso sarà probabilmente necessario&nbsp;associare alla protesi anche la resezione&nbsp;della pelle in eccesso, con conseguenze inevitabili&nbsp;sul decorso delle cicatrici e sull’&nbsp;aspetto &#8220;giovanile&#8221; del risultato finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>ADDOMINOPLASTICA</h4>
<p>A proposito dell’ ultimo argomento di questa&nbsp;rassegna, va detto che una pancia piatta,&nbsp;con un profilo morbido e sinuoso ed un&nbsp;ombelico ben disegnato nel centro, rappresenta&nbsp;senz’ altro uno dei target oggi più&nbsp;ambiti dalla maggior parte delle donne.</p>
<p>Il&nbsp;culto dell’ immagine corporea, quotidianamente&nbsp;celebrato attraverso i tanti esempi&nbsp;proposti dalla comunicazione mediatica,&nbsp;una volta riservato alle parti più scoperte&nbsp;come il viso e le gambe, oggi individua nel&nbsp;seno e nella pancia due punti di massimo&nbsp;interesse.</p>
<p>La moda fa il resto ampliando i&nbsp;decolleté, accorciando i top ed abbassando&nbsp;il punto vita di gonne e pantaloni.</p>
<p>Allora,&nbsp;come dicevo in apertura, una bella pancia è&nbsp;diventato un vero e proprio &#8220;must&#8221;, ma&nbsp;questo non è uno di quei casi nei quali volere&nbsp;è uguale a potere.</p>
<p>Infatti non basta una&nbsp;dieta o la palestra a ridare il tono e freschezza&nbsp;ad un addome sfiancato dalle gravidanze,&nbsp;ovvero mille costosissime creme a far&nbsp;scomparire smagliature o pinguedine in<br />
eccesso.</p>
<figure id="attachment_605" aria-describedby="caption-attachment-605" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica_prima_e_dopo-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-605 size-large" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica_prima_e_dopo-1-1024x433.jpg" alt="addominoplastica_prima_e_dopo" width="1024" height="433" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica_prima_e_dopo-1-1024x433.jpg 1024w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/addominoplastica_prima_e_dopo-1-300x127.jpg 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-605" class="wp-caption-text">Addominoplastica Prima e Dopo</figcaption></figure>
<p>La volontà applicata ad una vita&nbsp;sana rappresenta il migliore presupposto per&nbsp;una figura snella e gradevole, ma purtroppo&nbsp;si tratta di un binomio estremamente difficile&nbsp;da realizzare.</p>
<p>Ed è qui che si comincia a&nbsp;pensare alla chirurgia plastica, unico toccasana&nbsp;per un certo tipo di problemi.</p>
<p>In&nbsp;effetti il bisturi può fare molto per dare all’addome una silhouette gradevole: si parla&nbsp;generalmente di addominoplastica, ma è&nbsp;sempre indicata un’ addominoplastica?</p>
<p>Quali le possibili alternative?</p>
<p>Ed in cosa consiste&nbsp;realmente l’intervento?</p>
<p>Esiste una sola&nbsp;tecnica o ce ne sono diverse?</p>
<p>&#8230; Come al solito,&nbsp;quando si affrontano questi argomenti&nbsp;ci si trova facilmente nel bel mezzo di una&nbsp;gran confusione che non giova a nessuno:&nbsp;né al paziente, né tantomento al <em>chirurgo plastricio</em>.</p>
<p>Così mi piace mettere un po’ d’ordine e, se&nbsp;possibile, ridimensionare qualche vecchio&nbsp;concetto che generalmente allontana molti&nbsp;pazienti da una chirurgia che non va temuta,&nbsp;ma sicuramente rispettata per la sua&nbsp;complessità e poi soprattutto ringraziata per&nbsp;i grandi risultati che può rendere.</p>
<p>Iniziamo&nbsp;con un cenno di anatomia ricordando che la&nbsp;parete addominale è rappresentata da tre&nbsp;componenti: la cute, il grasso sottocutaneo&nbsp;e lo strato muscolare più profondo.</p>
<p>Possiamo avere problemi in uno di questi&nbsp;settori, in due dei tre o in tutti e tre.</p>
<p>Così una&nbsp;ragazza può essere affetta esclusivamente&nbsp;da un accumulo della componente adiposa,&nbsp;mentre una giovane mamma può lamentarsi&nbsp;soltanto di una perdita del tono muscolare,&nbsp;semmai complicata da una &#8220;medusa&#8221; di&nbsp;strie attorno all’ ombellico.</p>
<p>Come pure, specie&nbsp;dopo un forte dimagrimento, si può&nbsp;determinare una flaccidezza del mantello&nbsp;cutaneo ed invece, all’ opposto, per la presenza&nbsp;di abbondanti depositi adiposi, ci può&nbsp;essere un addome teso e globoso.</p>
<p>Ad ogni tipo di problema corrisponde una&nbsp;risposta terapeutica specifica, per cui il semplice&nbsp;accumulo adiposo sarà trattato con la&nbsp;suzione (liposcultura), mentre un difetto prevalentemente<br />
cutaneo prevedrà una resezione&nbsp;chirurgica dell’ eccesso di pelle (dermolipectomia)&nbsp;ed infine il cedimento muscolare&nbsp;andrà corretto con una plastica idonea,&nbsp;a volte supportata dal posizionamento di&nbsp;specifiche reti di contenimento (<a href="https://www.vitocontreas.it/interventi/addominoplastica.html">addominoplastica</a>).</p>
<p>Va comunque considerato che difficilmente&nbsp;ci si trova di fronte ad un difetto&nbsp;&#8220;puro&#8221;, mentre è molto più comune competere&nbsp;con un’ associazione di più problematiche,&nbsp;per cui è quasi la regola doversi curare&nbsp;della struttura muscolare e della cute allo&nbsp;stesso tempo, come pure diviene sempre più&nbsp;frequente associare, nella stessa seduta operatoria,&nbsp;la <strong>liposuzione</strong> all’<strong>addominoplastica</strong><br />
(lipoaddominoplastica).</p>
<p>Altra problematica riguarda l’ ombelico;&nbsp;infatti, se l’ eccesso cutaneo è limitato alla&nbsp;regione più bassa dell’ addome (sovrapubica),&nbsp;si reseca la componente sovrabbondante&nbsp;senza interessare la struttura ombelicale.</p>
<p>Quando invece esiste un modesto eccesso&nbsp;di pelle anche nella porzione alta dell’ addome,&nbsp;al di sotto dell’ arcata costale, la cicatrice&nbsp;ombelicale viene distaccata dalla sua&nbsp;sede e fatta scivolare 1 o 2 cm. più in basso.</p>
<p>Se infine l’eccesso cutaneo sopraombelicale&nbsp;è importante, allora l’ ombelico viene lasciato&nbsp;dov’è, ma separato dal contesto della&nbsp;cute addominale per mezzo di un’ incisione&nbsp;circolare, sicché il mantello cutaneo può scivolare&nbsp;su di esso fino al raggiungimento&nbsp;della giusta tensione.</p>
<p>E’ logico che per interventi&nbsp;tanto diversi ed in considerazione delle&nbsp;condizioni psicofisiche del paziente, possono&nbsp;essere previste metodologie operative&nbsp;altrettanto varie: dalla liposuzione ambulatoriale&nbsp;in anestesia locale, all’ intervento in&nbsp;regime di ricovero(1 o 2 notti di degenza) in&nbsp;anestesia epidurale o generale.</p>
<p>Infine la convalescenza&nbsp;postoperatoria, brevissima per i&nbsp;casi più semplici, può prolungarsi alle due o&nbsp;anche tre settimane per quelli più complessi.</p>
<p>Al di là della metodica di scelta si tratta&nbsp;comunque di una chirurgia per mani esperte,&nbsp;ma capace di recare tante soddisfazioni,&nbsp;sia a chi la fa che a chi la riceve.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chirurgia Plastica con risultati naturali</p>
<p>Prof. Contreas</p>
<figure id="attachment_441" aria-describedby="caption-attachment-441" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-441 size-full" title="Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico" src="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas.jpg" alt="Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico" width="300" height="369" srcset="https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas.jpg 300w, https://www.vitocontreas.it/wp-content/uploads/2016/03/vito_contreas-244x300.jpg 244w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-441" class="wp-caption-text">Prof. Vito Contreas Chirurgo Plastico</figcaption></figure>The post <a href="https://www.vitocontreas.it/chirurgia-plastica-estetica/">Chirurgia Plastica e dintorni</a> first appeared on <a href="https://www.vitocontreas.it">Chirurgo Plastico Roma - Chirurgo Estetico Cagliari - Prof Contreas</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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