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Blefaroplastica

 

in breve...

   
GENERALITA' Fisiologicamente, nel corso della vita, si viene a determinare un eccesso di pelle a carico delle palpebre superiori, che si associa spesso ad una protrusione del grasso profondo: quest’ultimo fenomeno più frequente a carico delle palpebre inferiori (borse).
PREOPERATORIO Visita generale, videat oculistico, routine pre-operatoria (esami ematochimici, ecg., foto e consenso informato).
ANESTESIA Generalmente locale ed associata ad una blanda sedazione.
INTERVENTO Consiste nell’asportazione della cute e del grasso in eccesso. Si possono associare un sollevamento della coda del sopracciglio,  un riposizionamento del grasso per riempire il solco spesso presente fra il margine infero interno dell’orbita e la parete laterale del naso, nonché un “lift” della palpebra inferiore per migliorare il cedimento fisiologico che questa struttura subisce negli anni.
DURATA E’ compresa fra 1,5 e 2,5 ore.
REGIME Ambulatoriale.
POSTOPERATORIO Gonfiore ed ecchimosi (lividi). Il dolore delle prime ore è dominabile con i comuni antidolorifici. Anche se l’aspetto non è ancora tornato normale, dopo una settimana, rimosse le suture, si può contare di poter riprendere un’attività fisicamente non impegnativa.
COMPLICANZE Ematoma, infezione, asimmetria del disegno palpebrale, retrazione della palpebra inferiore.
STABILITA' DEL RISULTATO Se l’intervento è eseguito ancora in giovane età è possibile che, nel tempo (oltre 10 anni), si propongano le condizioni per un reintervento.
COSTI 2.500 € circa per  la blefaroplastica bilaterale superiore ed inferiore.
   
 
più in dettaglio...
   
GENERALITA' L’atrofia dello strato adiposo sottocutaneo ed il progressivo cedimento di tutti i tessuti, specie di quelli sottoposti alla forza di gravità, sono particolarmente evidenti a livello palpebrale.
blefaroplastica Si determina infatti l’abbassamento del sopracciglio ed un eccesso di cute che, a livello della palpebra superiore, a volte riesce addirittura a limitare l’altezza del campo visivo, mentre determina un aspetto “gualcito” a livello della palpebra inferiore. Il cedimento delle membrane che dividono i vari compartimenti interni alle regioni palpebrali comportano invece la protrusione del grasso contenuto nelle cosiddette “borse”, con un conseguente ulteriore appesantimento di tutta la struttura perioculare. L’atrofia dello strato adiposo superficiale e la caduta della guancia invece determinano l’approfondirsi del solco che divide il margine inferiore dell’orbita dalla parete laterale del naso, così determinando un aspetto stanco e senescente comunemente definito con il termine di “occhiaie”.
PREOPERATORIO Visita generale, videat oculistico, routine pre-operatoria (esami ematochimici, ecg., foto e consenso informato).
ANESTESIA

Generalmente locale ed associata ad una blanda sedazione.

 
Intervento a livello della palpebra superiore
palpebra superiore
Incisioni cutanee

L’intervento consiste nella resezione della cute in eccesso. La cicatrice residua rimane nascosta nel solco orbito palpebrale ed è quindi praticamente invisibile. Al di sotto dell’arcata orbitaria, e appena al di sopra dell’angolo interno dell’occhio si reperta con facilità tessuto adiposo in eccesso, che pure viene resecato. Prima di chiudere l’incisione palpebrale, se esiste l’indicazione, si scolla un tunnel sulla superficie del piano osseo fronto-temporale, che ci permette di applicare una sutura con la quale riusciamo a sollevare di qualche millimetro la coda del sopracciglio.

palpebra superiore
Borse adipose
Prima di chiudere l’incisione palpebrale, se esiste l’indicazione, si scolla un tunnel sulla superficie del piano osseo fronto-temporale, che ci permette di applicare una sutura con la quale riusciamo a sollevare di qualche millimetro la coda del sopracciglio.
     
 
Intervento a livello della palpebra inferiore
palpebra inferiore
Accesso Transcongiuntivale

può prevedere un accesso interno (transcongiuntivale) ed uno esterno (transcutaneo).
Il primo è più usato nelle persone più giovani, nelle quali esiste l’indicazione isolata per la resezione parziale delle borse adipose. Quando invece è indicato ridurre la cute palpebrale inferiore, ovvero quando si voglia sollevare l’angolo esterno dell’occhio o anche trazionare verso l’alto i tessuti posti immediatamente al di sotto dell’arco orbitario inferiore o riempire il solco orbitonasale, in tutti questi casi è più indicato  incidere la cute subito al di sotto della linea d’inserimento delle ciglia.

        
palpebra inferiore
Finale
palpebra inferiore
Tracciato delle cicatrici esterne
Anche questa cicatrice, pressoché invisibile per tutto il segmento infracigliare, tende nel tempo ad assottigliarsi, per cui il piccolo segmento che oltrepassa l’ angolo esterno dell’ occhio tende a confondersi con le piccole rughe (cosiddette “zampe di gallina”) che abitualmente dimorano in quella regione.
     
POSTOPERATORIO

Il gonfiore e l’ecchimosi sono i fenomeni che, in misura variabile, caratterizzano questa fase. Il dolore, presente nelle prime ore, viene facilmente debellato dai comuni farmaci analgesici.
L’applicazione di impacchi freddi e di prodotti locali specifici, associata all’assunzione di farmaci antinfiammatori, riesce a limitare l’importanza di questi sintomi. Il quadro tende gradualmente a ridursi, tanto che, dopo la prima settimana,  eventualmente indossando un paio di occhiali adeguati, l’operato riesce generalmente a riprendere un’attività di tipo sedentario. Un leggero “fondotinta” sugli ultimi residui (ormai “giallastri”) nelle aree ecchimotiche, permette un impegno sociale quasi completo dopo le prime due o tre settimane. L’edema (gonfiore) tende a riassorbirsi molto lentamente, per cui il risultato definitivo è apprezzabile dopo almeno 2 o tre mesi.

COMPLICANZE

Come in tutti gli interventi chirurgici l’ematoma e l’infezione  (più rara) sono le principali complicanze generiche.
Un’eventuale infezione viene solitamente risolta con una terapia a base di farmaci antibiotici.    L’ematoma invece provoca un ritardo di guarigione e, se verificatosi a carico della regione palpebrale inferiore, può portare alla complicanza forse più tipica e più temibile della blefaroplastica inferiore.
Si tratta in pratica di una retrazione dei tessuti palpebrali (per anomala cicatrizzazione o per eccessiva resezione cutanea), che comporta uno slivellamento in basso del margine ciliare (lagoftalmo) ed una conseguente deformazione del disegno oculare (occhio rotondo), con potenziali asimmetrie nel caso che il fenomeno non si manifesti nella stessa misura da entrambi i lati.  Per una maggiore tranquillità dei pazienti intenzionati ad operarsi, vale sottolineare che questo tipo di complicanza, seppur abbastanza frequente nella blefaroplastica inferiore, è pur sempre emendabile attraverso modeste manovre chirurgiche eseguibili ambulatoriamente ed in anestesia locale, decisamente meno traumatiche dell’intervento principale.

                                                                       
STABILITA' DEL RISULTATO Se l’intervento è eseguito ancora in giovane età è possibile che, nel tempo (oltre 10 anni), si propongano le condizioni per un reintervento.
COSTI 2.500 € circa per  la blefaroplastica bilaterale superiore ed inferiore.
   
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