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LIPOPLASTICA

(liposuzione e lipofilling)

 

INTRODUZIONE

Nata in Europa nei primi anni ’70, grazie ad illustri chirurghi quali Kesselring, Schroeder, Fisher ed Illouz, i quali per primi misero a punto la tecnica. Questa consiste nell’aspirare tessuto adiposo dal piano sottocutaneo o comunque sopramuscolare, sfruttando cannule forate e smusse  (atraumatiche), cui viene applicata una forte pressione negativa che rappresenta la forza aspirante.

 

I primi obiettivi della liposuzione sono stati gli accumuli adiposi generalmente localizzati ai fianchi (maniglie dell’amore), o sull’esterno delle cosce (culotte de cheval), ma ben presto la tecnica si è affinata per migliorare il profilo corporeo      in toto e quindi rivolgersi a tutti i compartimenti degli arti (sia inferiori che superiori), del tronco (addome, dorso, mammella maschile)  e del viso (prevalentemente collo e guance).

 

Lo sfruttamento del tessuto aspirato per il successivo reimpiego sotto forma di trapianto adiposo in aree povere di sostegno sottocutaneo, o comunque per correggere problemi di asimmetria del profilo corporeo (lipofilling / lipostruttura / lipoinnesto, etc), o anche per migliorare il trofismo di certe condizioni “critiche” (ulcere trofiche, cicatrici, etc.) ha rappresentato un ulteriore “upgrade” per questa tecnica chirurgica, tanto da meritarle il giusto diritto di essere indicata con i nomi più confacenti di liposcultura,  lipoplastica, lipostruttura o lipoterapia.

 

IN BREVE

 

  • INTERVENTO: correzione di irregolarità del profilo corporeo mediante l’aspirazione dell’adipe in eccesso.

  • ANESTESIA: a seconda della localizzazione del difetto da correggere e della sua estensione, si possono impiegare tutte le tecniche anestesiologiche: dalla generale, all’epidurale, alla semplice anestesia per infiltrazione locale.

  • DURATA: anche questo e un valore che varia a seconda dell’estensione della procedura, generalmente da un minimo di un’ora ad un massimo di  4 – 5 ore.

  • REGIME: prevalentemente ambulatoriale, ma, nei casi più estesi o se associata ad altre procedure importanti (mastoplastica, addominoplastica, etc.) può prevedere una notte di degenza.

  • CONVALESCENZA: generalmente molto breve. Infatti, ad onta delle ecchimosi estese (lividi) e del gonfiore (a volte piuttosto marcato), si è quasi immediatamente in grado di riprendere le abituali attività.

  • POSSIBILI COMPLICANZE: infezione e trombosi venosa profonda (rare).   Irregolarità del profilo corporeo nelle aree trattate (più frequente).

  • RIMEDI: la profilassi antibiotica, un’adeguata compressione ed una precoce mobilizzazione sono validi strumenti per evitare le complicanze più serie. In certi casi può essere indicata la profilassi antitrombotica con somministrazione di eparina a basso peso molecolare. Gli inestetismi minori vengono generalmente affrontati con piccole procedure ambulatoriali di lipoterapia.

  • STABILITA'DEL RISULTATO: il risultato è stabile nel tempo; infatti, anche se dovesse aumentare il peso corporeo, la correzione del profilo verrebbe comunque conservata.

  • COSTI: è logicamente un valore che varia a seconda dell’estensione e quindi dalla durata della procedura. Esclusi i costi di sala operatoria, di anestesia e di degenza, può variare da un minimo di  1500 ad un massimo di  4000 – 5000 euro.

 

 PIU’ NEL DETTAGLIO:

 

  • INTERVENTO: inizia con l’infiltrazione  delle aree da trattare con una soluzione contenente una sostanza che produce vasocostrizione. Si otterrà una più facile disgregazione del tessuto adiposo ed un sanguinamento più ridotto.

                  

Qualora si voglia procedere in anestesia locale, l’anestetico viene aggiunto a questa soluzione. Successivamente, attraverso microincisioni generalmente poste in regioni corporee poco

visibili, si introducono le cannule attraverso le quali viene aspirato il tessuto adiposo. L’aspirazione può avvenire sfruttando una pompa elettromeccanica, ovvero mediante semplici siringhe.

L'uso della siringa o comunque di un primo serbatoio sterile risulta pressoché obbligatorio qualora si voglia reimpiantare il tessuto adiposo estratto in un’altra regione corporea (lipofilling).

                 

Alcuni chirurghi usano metodiche accessorie che facilitano la procedura dell’estrazione adiposa.

Si può infatti liquefare il grasso introducendo sonde ultrasonore (liposcultura ultrasonica), sonde laser, ovvero impiegare cannule vibranti che comunque facilitano la penetrazione dello strumento e la disgregazione del tessuto adiposo. 

 

A fine procedura sarà stata estratta una quantità di tessuto adiposo variabile in base all’estensione del difetto e/o delle regioni trattate. Si possono quindi avere estrazioni medio-piccole ( entro i 2 litri), medio-grandi (fra i 2 ed i 4 litri) e le cosiddette “mega-liposuzioni” (oltre i 4 litri).

 

E’ intuibile che la liposuzione non rappresenta uno standard costante, ma sicuramente è un termine che può indicare procedure molto diverse fra loro, per importanza, durata e traumaticità. Così ci saranno interventi tranquillamente eseguibili in ambulatorio ed in anestesia locale e altri che invece richiedono una degenza di almeno un giorno con anestesia profonda ed uno specifico trattamento intra e post operatorio. E’ comunque fondamentale che l'intervento venga seguito da  un trattamento compressivo adeguato e da una rapida se non immediata ripresa dell’attività deambulatoria.

 

  • ANESTESIA: per i motivi appena esposti, personalmente preferisco l’anestesia locale ed il regime ambulatoriale. Ritengo sia il miglior modo per “alleggerire” una procedura che a volte viene resa e vissuta più grave e complessa di quanto sia in realtà e soprattutto per evitare gran parte delle tanto temute complicanze postoperatorie. Mi piace condurre l’intervento con una paziente sveglia, che segue e collabora, che mi aiuta assumendo le posizioni che più si confanno alla fase procedurale e che, a fine intervento, indossa la sua guaina o i suoi collant e, felice del risultato ottenuto, torna a casa dove seguirà un preciso protocollo postoperatorio. Logicamente questa metodica non si addice ai progetti più impegnativi, per i quali tuttavia preferisco organizzare più sedute ambulatoriali (generalmente due), piuttosto che lasciarmi tentare da un unico grande intervento in anestesia generale.

 

  • POSTOPERATORIO: è suddiviso in due periodi: una prima fase durante la quale prevalgono la profilassi antibiotica, la reidratazione, la terapia antinfiammatoria e la massima compressione delle aree trattate. L’attenzione infatti è rivolta a scongiurare infezioni e complicanze tromboemboliche.

                   La deambulazione è consigliata, ove possibile, fin dalle prime ore e va proseguita con l’intento di riprendere una vita normale nei tempi più brevi. Trascorsa la prima settimana, gli antibiotici e gli antinfiammatori lasciano il posto a prodotti che facilitano il riassorbimento delle ecchimosi (lividi) e del gonfiore postoperatorio. Dopo due settimane la compressione può essere alleggerita e si possono aggiungere massaggi di tipo linfodrenante.

                   Generalmente dopo tre, massimo quattro settimane, le ecchimosi  sono ormai riassorbite ed è quindi possibile rientrare in palestra senza attirare l’attenzione dello sguardo altrui. Durante la stagione estiva si può frequentare la spiaggia preferendo ombrellone e nuoto in acqua, ma rimanendo ancora lontani dalla sabbia calda e dal sole diretto. In questa fase è facile apprezzare una sorta di “nodularità” del tessuto adiposo nelle aree trattate, specie dove lo spessore cutaneo è minimo (interno ginocchia, collo, etc.). Il risultato inizierà ad essere ben apprezzabile dal terzo mese, per diventare finalmente stabile intorno al sesto.

 

Possibili complicanze e relativi rimedi         

                  L’infezione, sempre alle porte come in tutti gli interventi chirurgici, viene generalmente evitata con l’ uso di  una tecnica corretta e con l’aiuto di un’adeguata profilassi antibiotica. 

                  Come tutti gli interventi che comportano allettamento post-operatorio, anche la liposuzione, se seguita da immobilità a letto, può essere complicata da disordini tromboembolici del circolo venoso profondo degli arti inferiori. Nel caso specifico, oltre la quota di liquidi aspirata nel corso dell' intervento, va considerata anche la grande quantità di siero che si riversa nelle aree trattate in fase postoperatoria. Questo fenomeno comporta una riduzione della componente liquida del sangue e quindi una circolazione meno fluida con ulteriore predisposizione ai fenomeni trombotici.

                   Personalmente eseguo questa tecnica da circa 30 anni ma, riducendo l’ampiezza del letto venoso con una compressione importante e promuovendo l’immediata mobilizzazione con un’adeguata reidratazione, non ho mai avuto complicanze del genere descritto.

 

  • STABILITA'DEL RISULTATO: considerando che il tessuto adiposo è incapace di rinnovarsi, è facile concludere che tutto ciò che viene asportato con la liposuzione non potrà ricostituirsi. Il risultato è quindi  sicuramente permanente, ma va comunque considerato che le cellule residue, anche se non possono aumentare di numero, possono comunque aumentare di volume e quindi, in caso di aumento di peso, sarà sicuramente possibile rivedere gli odiati cuscinetti!

Attenzione però: ciò che è tolto è tolto e quindi, pur conservando la possibilità di  veder crescere la propria taglia, non si perderà più l’armonia dei profili conquistata con l’intervento.

 

 

 

 

 

 

 

                      

 

 

 

 

 

Lipofilling

INTRODUZIONE

       

La facilità di ottenere tessuto adiposo dall’organismo umano con una semplice siringa e con l’aiuto di una minima anestesia locale, ha favorito l’intuito che tale tessuto potesse essere trapiantato per correggere eventuali deficit del pannicolo adiposo. I primi tentativi furono di gran lunga anteriori alla stessa liposuzione, ma accompagnati da risultati estremamente deludenti finché, soprattutto grazie ai dettagli tecnici definiti dal Dott. Sidney Coleman (New York), si è arrivati a disporre di uno strumento efficace e sicuramente rivoluzionario. La filosofia si basa sul principio che il grasso va prelevato e preparato con tecnica atraumatica e poi iniettato per piccolissime quantità in maniera da poter ricevere dal tessuto ospite il supporto necessario alla sua sopravvivenza.

Lo strumentario prevede piccole cannule, sia per il prelievo che per l’infiltrazione (queste ultime pari a dei grossi aghi) per cui la traumaticità e gli esiti cicatriziali delle incisioni praticate sono quasi nulli.

Il lipofilling è stato suggerito primariamente per il trattamento di piccoli difetti del volto: solchi orbito zigomatici (occhiaie) e naso-labiali, appiattimento degli zigomi, assottigliamento delle labbra, etc.

Il passare del tempo e l’affermazione della tecnica hanno permesso il conseguimento di ulteriori risultati in altre regioni corporee. E’ recentissima l’osservazione che il tessuto adiposo trapiantato, grazie alla presenza di elementi staminali, svolga un’importante azione trofica nel contesto di tessuti cicatriziali ed in corrispondenza di ulcere croniche, per cui non si parla più di semplice “lipofilling” ma di lipoplastica o addirittura di lipoterapia.

 

  • DURATA:  da 30 a 60 minuti per le procedure minori. Molto di più per gli interventi più vasti.

  • ANESTESIA: locale per la maggior parte delle procedure (di piccola e media entità), generale per quelle più complesse.

  • REGIME POST-OPERATORIO: prevalentemente ambulatoriale. Qualche giorno di gonfiore ed infiammazione nelle aree trattate. Rimozione delle suture dopo una settimana.

  • POSSIBILI COMPLICANZE: infezione (rara).

  • RISULTATI SFAVOREVOLI: eccessivo riassorbimento del grasso trapiantato o inestetismi nell’area di prelievo. In entrambi i casi sarà indicato ripetere l’intervento.

  • STABILITA’DEL RISULTATO: trattandosi di un trapianto è possibile affermare che, trascorse le prime 3 o 4 settimane, caratterizzate dal gonfiore dovuto alla prevalenza dei fenomeni infiammatori causati dal trauma chirurgico e dal processo di attecchimento, il risultato che residua può essere considerato sicuramente definitivo.

  • COSTI: è un valore che varia a seconda dell’estensione e quindi dalla durata della procedura.  Esclusi i costi  di  sala operatoria,  di anestesia e di degenza, può variare da un minimo di  1000 ad un massimo di    4000 – 5000 euro per le procedure più importanti (seni, glutei, etc.).